“Sinfonie” per una partita di calcio


 

 

 

Aggregare soci, fondare, attirare sostenitori, creare iniziative, far circolare idee innovative, far vivere, stimolare fermento e confronto tra le varie discipline artistiche, tenere insieme i soci dopo le prime delusioni: la vita di un’associazione culturale nei Campi Flegrei non è per nulla facile…

Se l’associazione vuole rimanere autonoma e indipendente, soprattutto da una politica spesso corrotta e da partiti politici che esistono solo per auto sostenersi, allora l’impresa è ancora più temeraria. E con il risultato di rimanere fuori da aiuti e finanziamenti pubblici.

Se poi aggiungiamo nel calderone la partita di calcio e i tifosi che la seguono, allora la missione diventa impossibile.

Ho visto amici e soci fidati, anche di spessore culturale elevato, tradirmi spessissimo e buttare molti soldi per una volgare partita del Napoli e diventare morosi con l’associazione.

 

Io credo che se i tifosi napoletani prodigassero per il miglioramento della vita civile il dieci per cento delle energie (tempo e soldi) che disperdono per uno sport estremamente affaristico e corrotto, monopolizzato dalla cricca delle pay TV, Napoli e provincia si eleverebbero notevolmente nella classifica delle città più vivibili.

 

I napoletani credono o sperano di riscattarsi dalle umiliazioni degli ultimi 155 anni attraverso le vittorie della propria squadra: pura illusione.

Certo qualcosa sta cambiando, sono in tanti che sostengono, visitano e valorizzano il nostro patrimonio storico/ambientale, ma sono troppo pochi rispetto a una popolazione metropolitana di quasi tre milioni e mezzo di cittadini.

 

 

 

Approfitto di questo canale culturale per lanciare un accorato appello: amici concittadini sosteniamo in tutti i modi le piccole realtà associative e culturali e le giovani cooperative sociali che promuovono il territorio. Proteggiamo i nostri monumenti, i nostri musei e le antiche chiese che rappresentano una straordinaria memoria del nostro glorioso passato.

Riscattiamoci attraverso la valorizzazione e la conoscenza del nostro enorme patrimonio dei beni culturali, e non mediante un triviale tifo calcistico.

Claudio Correale, presidente Associazione culturale LUX in FABULA

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