Claudio Correale, artista della luce nei Campi Flegrei

 

CLAUDIO CORREALE -Napoli

Ho conosciuto Claudio Correale nel 1985, lui era un artista visivo che aveva il suo laboratorio sulle Rampe dei Cappuccini, a Pozzuoli. Lì creava piccole opere d’arte su vetro e su slide… molte suggestioni per l’occhio umano e per la percezione del colore… intorno al suo laboratorio ruotavano molti degli artisti visivi flegrei in erba, gente che oggi fa mostre anche al PAN o in altri luoghi prestigiosi. Poi io partii ma con Claudio è rimasto un filo diretto anche in lontananza….

Lui cominciò a Giocare con l’Immagine con i bambini per sviluppare la capacità critica per difendersi dagli abusi dei media, e da questa esperienza ebbe l’idea di costituire un’associazione culturale che chiamò come i suoi laboratori Lux in Fabula: una luce nella narrazione.

Nel mio peregrinare per la penisola italiana ho sempre avuto vivo il valore dell’ideale di Claudio. Era scritto proprio lì nella sua associazione su alcuni adesivi che teneva appiccicati in giro per la sede, dicevano: La cultura rende liberi. Formiamo uomini liberi. Sarà per questo che di quando in quando ho collaborato con la sua associazione ed ho sempre fatto esperienze bellissime e formative prima per me e poi per gli altri. Di quelle esperienze che non dimentichi più.

Ricordo con piacere il progetto Mediterraneo: Arcipelago di isole per il Premio Ciro Coppola a Ischia e il Laboratorio di Storia sui desaparecidos e l’Argentina con Aurora del Monaco e due meravigliose madri di Plaza de Mayo, ma anche tutti gli altri momenti ludici che venivano organizzati nella sede di via Rampe dei Cappuccini.
Poi, ci fu un periodo dal 1996 al 2006, che io chiamo d’oro per la comunità, in cui l’amministrazione comunale si rese conto del suo valore e gli assegnò una grandissima sede in un’ex scuola a via Campana. Periodo d’oro perché c’era proprio tutto lo spazio per i laboratori sulle arti visive, per i momenti ludici per i bambini e per le attività di fruizione dell’arte multimediale di sera per noi adulti. Insomma quell’ideale che lui aveva sempre inseguito sembrava essersi avverato.
Purtroppo cambiando le amministrazioni cambiano anche i valori e quella sede gli venne tolta, e così ogni cosa rientrò in via Rampe dei Cappuccini ridimensionandosi. Tuttavia lui non si scoraggiò, continuò con gli innumerevoli scambi culturali con altre organizzazioni europee e con i suoi corsi di fotografia, di animazione, di pittura… nella sua sede credo siano passati tutti gli artisti, visivi e non, i formatori per la pace e la cooperazione, e i prof. dei Campi flegrei, questi ultimi a chiedere consiglio su come innovare la propria didattica, o come sviluppare un progetto, perché qui trovavi ogni informazione, ogni materiale, ogni formatore specializzato. La sua sede è stata ed è una fucina di creazione.
Lui ha donato la sua creatività e la sua arte a quanti a lui si sono affidati per perfezionarsi, ha creato un archivio storico-culturale e artistico inestimabile, ecco perché considero valore il suo lavoro sia artistico che associativo, perché con tutte le persone che ha incrociato sul suo percorso e che ha formato o con cui ha collaborato non ha mai dimenticato il suo ideale iniziale: Formiamo Uomini Liberi.
Grazie Claudio, grazie Lux in Fabula.
Assunta Esposito

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