“Exempla liber” il libro d’artista in mostra a Pozzuoli

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Dal 20 marzo fino al 30 maggio 2015, presso il Polo culturale di Palazzo Toledo, in via Ragnisco 29 Pozzuoli, si svolge la mostra dal titolo “Exempla liber- Il libro d’artista dagli anni ’60 alla web-Poetry”.
L’iniziativa nasce da un’idea del bibliotecario Carmine Lubrano, il quale a pochi mesi dal pensionamento ha voluto regalare il proprio ultimo contributo alla biblioteca.
L’inaugurazione è avvenuta venerdì 30 marzo con un “vernissage poetico”, dedicato alla giornata mondiale della poesia che ricorre il 21 marzo.
Fino al 30 maggio sono previsti momenti multimediali (proiezioni di slide, video e web poetry) ed eventi, come quello, intitolato “In video veritas”, organizzato dagli studenti del Liceo Artistico Ettore Majorana: Camilla Illiano, Salvatore Gandolfo, Mattia Guardascione, con la guida del professor Antonio Ciraci. Si tratta di un televisore vintage posto su un’asticella, vuoto al suo interno, o per meglio dire privo di vetro e delle parti elettroniche, ma riempito con tre libricini d’artista appesi a un filo. E’ come se la televisione diventasse una scatola o la piccola quinta di un teatro, ospitante i libri realizzati dai ragazzi del liceo artistico.

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Il libro d’artista è un prodotto ancora in auge nell’editoria, esso viene venduto spesso come oggetto di collezione. Il senso della mostra, tuttavia, è quello di dimostrare che qualsiasi supporto può essere valido per un libro d’artista. Questo infatti non è semplicemente un libro illustrato, ma una “Vicenda” che può essere trasmessa attraverso qualsiasi codice e linguaggio. Ciò dimostra come l’arte al giorno d’oggi abbia superato i vecchi schemi, varcando ogni limite possibile posto alla libera espressione. Non soltanto l’arte, ma la comunicazione in genere.

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Al centro della mostra, che si estende per tutto il corridoio centrale e nelle stanze laterali del piano terra, si trova una bara, posta sul pavimento, con una lunga cordicella ricca di scritte in nero. E’ il contributo dato da Isotta Bellomunno. Anch’essa racconta una storia, funge da supporto per l’arte, anch’essa è un libro d’arte. Accanto vi è una citazione de “L’impiccato” di Johann Gutenberg: “Dio soffre per la moltitudine di anime che la sua voce non può raggiungere. La verità religiosa è contenuta in un piccolo numero di manoscritti che, invece di divulgare il tesoro pubblico, lo confinano. Rompiamo i sigilli che sigillano la verità e diamo ali alla verità affinché possa trionfare…

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Troviamo numerose teche che ci conducono attraverso la poesia sonora e visiva. Nei primi anni ’70 un gruppo di poeti e musicisti a Firenze dà vita alla “Poesia Visiva”, creando opere dette “combine” tra parola e immagine, in particolare, per ribaltare il messaggio della pubblicità, rinviandolo al mittente.
Al gruppo formato inizialmente da Miccini, Perfetti, Marcucci…, si aggiungono poi artisti da altre città: Pignotti, Isgrò e altri e riceveranno dai critici il nome di “Gruppo ’70”. Il Gruppo ’70 e i poeti visivi, dopo le prime esperienze degli anni ’60 con Villa, Diacono e Martini, sono tra i primi e tra i più assidui “costruttori”del “libro d’ Artista”.

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Mentre a Firenze nasceva il “Gruppo ’70”, a Napoli si raccordavano diverse attività intorno a due autori, Stelio Maria Martini e Luciano Caruso insieme ai loro amici pittori del “Gruppo ’58”. Fogli, riviste, mostre, incontri, convegni che avrebbero dato vita alla “Scuola napoletana”, che aveva rapporti continui e punti di incontro con i due grandi sperimentatori Emilio Villa e Mario Diacono e con lo stesso Edoardo Sanguineti, che in quel periodo insegnava Letteratura Italiana a Salerno.

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A Mulino di Bazzano Adriano Spatola creava, con Giulia Niccolai e Corrado Costa, riviste in copie numerate e firmate “Edizioni Geiger” ed edizioni di Poesia Totale (lineare, visiva, sonora). Negli anni ’70 del novecento, nasce la rivista “TAM TAM”, con Spatola e compagni della cosiddetta “Scuola Bolognese” , mentre a Napoli nasce “ Altri Termini” diretta da Franco Cavallo.
Il “Gruppo ’70”, la “Scuola Napoletana” e la “Scuola Bolognese” furono, insieme ai grandi esclusi: Emilia Villa e Edoardo Cacciatore, tra i dissidenti al “Gruppo 63” e tra gli “antagonisti” della storia della letteratura della seconda metà del novecento.
Nell’ambito della “scuola napoletana”, Luciano Caruso è stato il più prolifico autore di “Libri d’Artista” e di mostre dedicate a questo movimento di “scrittura visuale”.

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Venerdì 8 maggio alle 17,30 sarà presentato lo spettacolo “Sanguineti a Pozzuoli” con slide, poesie e reading di Carmine Lubrano, musica di Valentina Crimaldi (flauti) e Rino Zurzolo (contrabbasso).
C’è tempo comunque fino alla fine di maggio per non perdere questo singolare omaggio al libro d’artista.
Alessandra Di Meo

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