Premio Homo Civicus Flegreo 2015

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Venerdì 24 aprile sul Rione Terra a Pozzuoli è stato conferito il premio Homo Civicus Flegreo 2015: un riconoscimento a soggetti che si sono distinti nell’area flegrea per particolari meriti in campo culturale, politico, sociale e così via, ovvero civico nel senso più ampio del termine.

Il premio è andato quest’anno all’associazione Acli Dicearchia e all’associazione Lux in Fabula.

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Acli Dicearchia è stata premiata per aver messo a disposizione di tutta la zona flegrea il Bioscanner, uno strumento capace di riconoscere precocemente le malattie tumorali e che dunque potrebbe rivelarsi cruciale per la loro prevenzione.

L’acquisto del Bioscanner è il punto d’arrivo di una vasta raccolta fondi promossa dall’associazione, e di una campagna di sensibilizzazione su tematiche medico-scientifiche e ambientali, volta a promuovere la consapevolezza sulle implicazioni per la salute legate all’inquinamento massiccio del territorio.
Lux in Fabula è stata premiata per la sua attività trentennale di “resistenza culturale”, condotta attraverso le semplici armi della cultura, della creatività, della curiosità e della socialità. I premi sono stati consegnati da Antimo Civero.

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Giunto alla sua ottava edizione, il premo Homo Civicus Flegreo viene assegnato annualmente dall’Associazione culturale degli Apoti.

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Il nome “apoti” vuol dire, secondo la sua radice latina, “coloro che non se la bevono”. Fu coniato da Giuseppe Prezzolini nel 1922, in un momento critico per l’Italia, con una dittatura alle porte che avrebbe tentato per ben vent’anni di stroncare ogni forma di pensiero autonomo e critico.
Oggi, che il contesto politico non è esattamente quello di una dittatura militare, riuscire a “non bersela” è comunque impresa ardua: significa riuscire scampare alla dittatura dei media, ormai così pervasivi da essere capaci di modellare la realtà a proprio uso e consumo.

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Lux in Fabula è nata proprio come un laboratorio culturale imperniato sulle arti visive, e ha portato avanti negli anni una ricerca estetica non scevra di valore civico. I laboratori di educazione all’immagine condotti dall’associazione sono infatti un utile strumento per invitare bambini e ragazzi a guardare con occhio critico l’immagine e tutto ciò che ad essa sta dietro. Da fruitori passivi, i ragazzi hanno la possibilità di diventare attivi produttori di immagini, imparare il linguaggio delle arti visive, scoprire che l’immagine è un artificio distinto dalla realtà, che possiede una storia e si è evoluto nel tempo fino a diventare ciò che è oggi.

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In trent’anni di attività Lux in Fabula ha aggregato gli spiriti più creativi del territorio flegreo ed oltre; ha permesso a centinaia di giovani di soddisfare curiosità intellettuali, coltivare e condividere interessi artistici, viaggiare, stringere amicizie, allargare i propri orizzonti, conoscere importanti pezzi della propria storia ormai accantonati, scoprire le innumerevoli risorse culturali presenti e passate della propria terra.

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Va reso merito all’associazione degli Apoti del duplice, coraggioso messaggio lanciato con le scelte compiute quest’anno: con Acli Dicearchia è stato premiata una battaglia in nome di una sanità che sia davvero per tutti, e in nome della salute pubblica, oggi minacciata da vicino dalle disastrose condizioni ambientali, per cui si impone la necessità di trovare nuove vie di prevenzione e cura. Con il premio a Lux in Fabula si è voluto invece sottolineare l’enorme valore di cose oggi più che mai considerate futili, come la favola, il gioco, l’arte, la memoria: cose improduttive, al massimo ritenute utili per far girare qualche soldo e intrattenere i turisti, ma che ci permettono, oggi più che mai, di restare umani.

Marina Vagnoni

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