“Gli arabismi nel parlar napolitano”: l’evento alla cartolibreria Amodio a Napoli

10931097_10206198379189400_7858399390836537465_n

Si è svolto venerdì 10 aprile alle ore 17:00 presso la sala conferenze della cartolibreria Amodio, sita in via Port’Alba a Napoli, un convegno dal titolo “Gli arabismi nel parlar napolitano”.
Curatori dell’evento sono stati Laura Bufano e Umberto Franzese, responsabile delle pubbliche relazioni Franco Albanese, mentre la grafica si deve a Giovanna Caiazzo. Dopo un’introduzione di Luigi Rispoli, presidente dell’AIGE, sono intervenuti Ermanno Corsi, Presidente dal 1987 al 2007 dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Pietro Maturi, docente di linguistica italiana all’Università Federico II e Amedeo Messina, presidente dell’Istituto Linguistico Campano.

1525290_10206198421030446_8549719717062361509_n

10417723_10206198430510683_4544994275067451746_n
Il dibattito ha avuto luogo di fronte ad un pubblico interessato, che ha riempito completamente la sala eventi, mentre l’artista Nadia Basso realizzava scene estemporanee dell’evento. Nel dettaglio la pittrice ha dipinto il Vesuvio con accanto una stella, figurazione del mondo arabo a noi così vicino, nella speranza che si trovi il giusto incontro fra le due culture.
Il convegno non si è concentrato esclusivamente sulle dissertazioni linguistiche e antropologiche dei relatori: infatti oltre all’intervento artistico della pittrice ci sono stati anche momenti di carattere musicale.

11000878_10206198390229676_6458739189938101044_n
Si sono esibiti con un repertorio di musica napoletana ricco di influenze arabe i maestri: Romeo Barbaro, esperto di musica popolare, Stella Brignola, Gerdano Cardone e Salvatore d’Esposito, già facenti parte del gruppo” I cimarosa”, Anna Donato e Rosario Ruggiero, il quale ha eseguito al pianoforte una versione del Notturno di Chopin con musiche di derivazione irlandese.

11096404_10206198395949819_6217791992196759158_n
La musica popolare, fra suoni di tamorra, mandolino e chitarra, nasconde in sé molte tracce di quell’antica influenza araba che ha avuto la nostra terra. Si tratta di suoni mediterranei che dalla musica araba sono arrivati fino alla canzone napoletana. Poche persone, ad esempio, sanno che una canzone famosissima come “Scalinatella” sia ricca di passaggi musicali molto arabeggianti.

11149507_10206198386829591_8274875021057851834_n
Intervenuto anche un giovane rapper dei quartieri napoletani, che ha raccontato la propria storia e il proprio legame con la lingua, improvvisando al momento dei versi per l’occasione.

11138649_10206198412710238_2057356636693835504_n
A Napoli manca un corso di dialettologia o un’Accademia della lingua napoletana. Su questo fronte siamo molto indietro e c’è tanto provincialismo, questa la denuncia lanciata nel corso dell’iniziativa da Ermanno Corsi, il quale auspica una pressione dal basso in questo senso.
L’evento, inoltre, ha voluto sottolineare l’attaccamento e la difesa della propria lingua e tradizione, di quel napoletano che ha dignità di lingua a tutti gli effetti e che ci ha lasciato un patrimonio ricchissimo fatto di poesie e canzoni.

Alessandra Di Meo

11070977_10206198427070597_7355319225675379642_n

Advertisements