Presentazione “Diversi amori” di Enza Silvestrini a Lux in Fabula

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Sabato 7 marzo 2015 presso l’Associazione culturale LUX in FABULA è stato presentato “Diversi amori”, un libro scritto da Enza Silvestrini e arricchito dalle illustrazioni di Barbara Balbi.
Enza Silvestrini insegna a Napoli, al Liceo Artistico, ha già pubblicato il romanzo “Sulla soglia di piccole porte”, la raccolta di poesie “Partenze”, il racconto “Lido Mappatella”, è anche redattrice della rivista di poesie “Levania”.
Barbara Balbi, invece, è una storica dell’arte e restauratrice, anche lei vive a Napoli e si occupa di disegno ed illustrazione.

“Diversi amori” apparentemente è un libro per bambini, perché è molto semplice, ricco di illustrazioni colorate che piacciono tanto ai bambini. Tuttavia, leggendolo bene, ci si accorge di una profondità che lo rende un libro anche per adulti. In particolare, oltre che al comune lettore che può essere un adolescente o un giovane, esso si rivolge anche ad educatori, insegnanti e genitori.

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Infatti, “Diversi amori” parla di una tematica molto complessa: l’omofobia. Quando un giovane si rende conto di avere un orientamento sessuale diverso dai suoi coetanei si sente spaesato perso. Lo scopo del libro è quello di dare uno sprone alle scuole, che spesso sono le uniche istituzioni che possono aiutare questi ragazzi nella difficile fase del proprio riconoscimento sessuale.
E così la storia ci parla di un ragazzo e del suo primo contatto con un sentimento nuovo: l’amore, ma di un amore che egli si accorge essere diverso dagli altri. Egli inizialmente non riesce a capire bene cosa sia questo strano sentimento, si sente smarrito, chiede agli altri se sanno di cosa si tratta, ma tutti sembrano troppo impegnati per rispondergli.
Le parole si susseguono attraverso piccoli versi, uno dietro gli altri, ma in questo libro il linguaggio non è solo verbale, ma anche visivo. Infatti il racconto avviene sia attraverso le parole sia per immagini, parole e immagini apparentemente semplici, ma che nascondono una certa complessità. Come complesso è questo sentimento legato all’innamoramento, che sconvolge il mondo del giovane Giorgio mentre è a scuola, ma che si è presentato a lui con tanta semplicità.

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Le figure geometriche ricorrono spesso ed è come se tracciassero il mondo che circonda Giorgio: il triangolo isoscele disegnato alla lavagna dalla maestra, il quadrato, che non è solo quadrato, ma “è una casa, una stanza, una cella, mobile, cassa, scatola”, linee di sguardi che seguono traiettorie, che si intersecano tra di loro. E’ un mondo in bilico, dove si alterna il buio con il bianco abbagliante del foglio.
Tutte le figure vengono stravolte dall’amore, il suo passaggio lascia spazio all’illogicità, allora non ci sono più triangoli, quadrati, lati o angoli, ma la libertà di esprimersi e l’uguaglianza di ogni forma d’amore. Ecco, questo il messaggio centrale lanciato dall’autrice; occorre riscoprire la propria più intima sensibilità per capire che non esistono amori sbagliati o giusti, o amori diversi, ma uno solo, puro, semplice, spontaneo.

Alessandra Di Meo

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