OBEY IN MOSTRA AL PAN, Napoli

MALCOM X

Frank Shepard Fairey, nome d’arte OBEY, è un famoso street artist e designer statunitense, originario di Charleston, South Carolina.
Siamo nel 1989 quando la tag OBEY inizia a circolare in tutti gli Stati Uniti grazie al progetto che vede l’artista tappezzare ogni cosa con adesivi rappresentanti il volto di Andrè the Giant, nome d’arte del noto lottatore di wrestling André René Roussimoff.
Sarà questo l’inizio di una ossessiva campagna di comunicazione visiva grazie alla quale OBEY raggiungerà grandissima fama in tutto il mondo, destando molto scalpore: all’epoca infatti produceva nel più totale anonimato. Nessuno scopo particolare si celava dietro questa bizzarra scelta. La faccia del lottatore poteva suscitare diverse sensazioni a seconda di chi la stesse guardando. Solo il caso ha voluto che OBEY se ne servisse per iniziare questo “bombardamento adesivo”.

ANDRE' THE GIANT
Questo inverno il Palazzo delle Arti di Napoli in Via dei Mille è stato lieto di ospitare oltre 90 opere di #OBEY, disposte tra il primo e il secondo piano della struttura in un percorso organico e ben articolato. Si è trattato della prima mostra museale di OBEY non solo in Italia ma in tutta Europa. Napoli ha infatti avuto il privilegio di accogliere un evento di valenza internazionale, chiamando a se tanti appassionati giunti anche dall’estero.
Tra i lavori in mostra si ricordano le quadricromie di Obama utilizzate durante la campagna elettorale del 2008: il volto del presidente è accompagnato da parole come Hope, Change e Progress. Queste immagini hanno fatto sperare in un cambiamento e molti hanno riposto la loro fiducia nel presidente Barack Obama, votandolo e concedendogli la vittoria. Così Obama è diventato una nuova icona pop, alla pari della Marilyn di Andy Warhol.
Anche se OBEY definisce le sue scelte artistiche a-politiche, volte solo a far riflettere lo spettatore per poi vederlo passare all’azione, si avvertono, circolando nelle sale, le sue simpatie e le sue aspre critiche. Pesanti quelle nei confronti della società contemporanea, pronta ad obbedire al consumismo sfrenato ed insensato. Una società che si mostra sorda e cieca mentre guerre assurde dilaniano il pianeta.
Alcune opere contestano Bush e la sua campagna militare in Iraq, odiata e rifiutata dall’artista. Più volte OBEY decide di rappresentare mitragliatrici dalle cui canne escono rose, simboli di pace, che lasciano sognare un mondo dove regni fratellanza e rispetto. “Make Art, not war”, questa l’esortazione di OBEY, uno slogan forte che rimane impresso nella mente dell’osservatore anche una volta abbandonati i locali della mostra.

MAKE ART NOT WAR
Ma Bush non è il solo ad essere rappresentato. Altre infatti sono le icone stimate che l’artista vuole ricordare: Che Guevara, il Subcomandante Marcos, Malcom X e Angela Davis, figure ribelli simbolo di rivolta per la conquista di quei diritti troppo spesso negati o calpestati.

ANGELA DAVIS

SUBCOMANDANTE MARCOS
Bellissima e maestosa l’opera St. Mark’s square, esposta per la prima volta in Piazza San Marco a Venezia e condotta nei locali del Pan. Si tratta di un pannello ispirato al messaggio pacifista sul quale vengono adagiati dei fogli di carta con della colla: nasce così un collage in cui si rappresentano due donne combattenti.

ST.MARK'S SQUARE
Lungo il percorso si possono ammirare le grandi figure della musica: Bob Marley, icona del reggae e attivista giamaicano, Jonny Rotten, icona punk dei Sex Pistols e 2 Pac, icona del rap. Questi grandi artisti hanno significato tanto per la scena musicale. La loro musica è stata fonte di forza per tantissimi, ecco perché OBEY decide di celebrarli attraverso le sue opere, servendosi sempre di due o tre colori.
Talvolta l’autore incornicia i volti che sceglie come soggetto in giochi decorativi caratteristici del suo inconfondibile stile, che rimanda ai motivi dell’Art Nouveau.
L’esposizione è stata curata da Massimo Sgroi in collaborazione con l’organizzazione Password Onlus e l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.
A fine percorso è possibile acquistare un oggetto che porta il marchio OBEY. L’artista ha infatti creato un vero e proprio logo, disseminando disegni e motivi su t-shirt, cappellini, custodie per i-phone e skateboard, riuscendo ad ottenere grande successo tra i giovani.

2 PAC
Benchè OBEY abbia esposto in alcune gallerie d’arte, il suo campo prediletto di produzione rimane la strada, con i suoi muri, gallerie a cielo aperto dove tutti possono godere di questa arte, ancora troppo spesso vista con diffidenza.
La mostra, inaugurata il 6 dicembre 2014, rimarrà aperta fino al 28 febbraio 2015. Per tutti gli appassionati di street-art e per gli estimatori dell’arte contemporanea questo è un appuntamento da non perdere. Mancano solo pochi giorni.
Germana Volpe

GREETINGS FROM IRAQ

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