“C’era una volta il mare a Bagnoli”

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Si è svolta sabato 14 febbraio 2015 presso il Museo del Mare di Napoli (sito nel quartiere di Bagnoli, in via di Pozzuoli 5) a partire dalle ore 17:30, una mostra dal titolo “C’era una volta il mare, a Bagnoli”.
L’iniziativa rientra nell’ambito della manifestazione “Notte degli innamorati di Napoli” organizzata dall’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Napoli, in occasione della festa di San Valentino.
L’evento ha visto la presentazione della mostra “C’era una volta il mare, a Bagnoli”: un’esposizione di fotografie risalenti al periodo in cui Bagnoli era una meta balneare, verso cui molte persone della città e dintorni accorrevano per farsi i bagni e trascorrere ore di relax. Presentata anche la monografia “Bagnoli: i lidi, le terme e altri ricordi”, a cura delle autrici: Angela Procaccini, Nora Puntillo e Antonietta Selvaggio. Ѐ seguita l’apertura della mostra con brindisi finale.
In un comunicato stampa dell’evento si legge: “La mostra, e la monografia che l’accompagna, raccontano la dimensione marina e balneare di Bagnoli, una dimensione meno appariscente, se non periferica e residuale rispetto a quella industriale ed operaia, ma non per questo estranea alla più complessa identità del territorio. Il racconto si basa su testimonianze degli abitanti di Bagnoli e su un ricco corredo di fotografie provenienti per la maggior parte da raccolte private.”

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La mostra fotografica è stata curata, come si legge, da Antonia Maria Casiello e Antonio Mussari, e fa parte del “Progetto Memoria”, già da diversi anni promosso dal Museo del Mare di Napoli, attraverso il quale si tenta di recuperare e valorizzare “aspetti della vita e della cultura del territorio legati al mare”.

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La mostra in questione testimonia quello che era il quartiere di Bagnoli prima che venisse costruita l’Italsider e quindi prima di quella “invasione” industriale che ha tanto cambiato l’aspetto del territorio. Molte persone non sono a conoscenza di ciò. Infatti, se pensiamo a quello che è oggi Bagnoli, risulta molto difficile immaginarlo come un ameno luogo naturale, popolato da turisti che venivano a trascorrere piacevoli ore vicino a un mare che, di sicuro, non era quello inquinato a cui siamo ormai abituati. Forse, riscoprire il passato perduto può ispirarci a individuare le strade da percorre per il futuro e per ridare dignità ad un territorio che è stato, purtroppo, troppo offeso.

Alessandra Di Meo
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