BLOW UP, FOTOGRAFIA A NAPOLI 1980-1990

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La mostra “Blow up, fotografia a Napoli 1980-1990” ospitata presso il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes alla Riviera di Chiaia, riporta alla luce alcuni degli scatti fotografici che Cesare de Seta, curatore delle cinque mostre che segnarono il decennio ’80-’90, volle venissero realizzati per indagare la città in modo innovativo e poetico. L’organizzatore trovò la collaborazione e il sostegno dell’Azienda Autonoma di Soggiorno Cura e Turismo di Napoli, grazie alla quale riuscì a promuovere le cinque esposizioni riguardanti varie tematiche incentrate sulla metropoli partenopea.
La prima di queste mostre si intitolava “Sette fotografi per una nuova immagine” del 1981. In essa fotografi italiani quali Mario Cresci, Franco Fontana, Gianni Berengo Gardin, Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Antonia Mulas, Roberto Sabatini, si proposero di leggere in chiave moderna la città, donandole una nuova immagine che servisse da mezzo per superare tutti quegli stereotipi consolidati entro i quali si erano ingabbiate le menti. Un’immagine liberatoria di Napoli.

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Del 1982 la mostra “Città sul mare con porto”, che si servì degli scatti di Gabriele Basilico, Roberto Bossaglia, Lee Friedlander, Guido Guidi, Paul den Hollander, Lello Mazzacane, Claude Nori, Charles Traub, per descrivere la città come punto di approdo e di partenza attraverso la messa in risalto delle navi del porto attraccate e pronte allo sbarco o in fase di allontanamento dalla costa. Un modo per far riferimento al viaggio, all’esigenza di emigrare, al bisogno di andare che c’è in ognuno di noi. Fanno parte della raccolta anche foto scattate sul lungomare di Via Caracciolo, atte a cogliere, attraverso colori brillanti, i momenti di chi si trovava a trascorrere l’estate in città o immagini della metropoli in costruzione.
Napoli d’inverno” vide la luce nel 1983. Caio Garrubba e Silvia Imparato focalizzarono la loro attenzione su tematiche sociali: si decise di raccontare attraverso i vicoli di Napoli la miseria, senza mai sfociare nella compassione e la ricchezza della città, senza mai cadere nella celebrazione priva di insegnamento. Umori e malumori di anziani, giovani e bambini emergono dalle foto, mostrandoci Napoli come in un “dipinto caravaggesco”, così la definì de Seta.
Nel 1984 fu la volta di “Fasti barocchi”, mostra con la quale si volle mettere in risalto le minuzie pittoriche e architettoniche del Seicento napoletano. La macchina fotografica di fotografi quali Arnaud Claass, Joan Fontcuberta, Verena von Gagern, John Vink, Manfred Willman, Giovanni Chiaramonte, Gianni Leone, Marialba Russo si soffermò su quei particolari barocchi che si potevano ravvisare nel tessuto urbano. Lo sfarzo di questo stile si mischia alle abitazioni di recente costruzione, in un gioco particolare di opposti, che non sembra mai stonare ma anzi rende omaggio a quel reticolo urbano ricco di storia che caratterizza Napoli.

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Ultima mostra quella del 1985 dal titolo “Cartoline da Napoli” con cui si è cercato di superare i luoghi comuni disseminati, mostrando squarci di città che se non sono inediti vengono però visti sotto altri punti di vista, quelli individuali, propri degli autori: Giovanna Borgese, Vincenzo Castella, Giuseppe Gaeta, Gilles Mora, Sergio Riccio, Enzo Sellerio, Eckhard Supp e Fulvio Ventura. Nascono così delle cartoline, preziose testimonianze delle bellezze di cui Napoli è piena.

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L’incontro di autori nazionali e internazionali ha permesso, anche in questa occasione, di creare durante l’esposizione un dialogo tra artisti napoletani e personalità straniere come Helmut Newton. Nasce così un gioco particolare che vede un fotografo come Mimmo Jodice porre l’accento sullo spazio, mentre altri autori, come Clegg & Guttmann, Cindy Sherman, Thomas Ruff, si sono concentrati sul corpo e sulla figura umana. Riflessioni differenti messe a confronto.
Una sistemazione adeguata per questo ricco bagaglio fotografico, dopo l’ultima mostra tenutasi nel 1985, ancora non è stata trovata. “Blow up, fotografia a Napoli 1980-1990” è il primo passo per valorizzare un vasto patrimonio artistico che va rispolverato e sistemato in modo permanente. La mostra in questione, promossa dalla Soprintendenza Speciale per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta, in accordo con la Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, nasce in un momento di particolare fermento per la città. L’evento è in concomitanza con la mostra “Rewind. Arte a Napoli 1980-1990”, presso il Castel Sant’Elmo di Napoli, ispirata alle arti figurative di quello stesso decennio.

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Per l’occasione è stato creato un percorso virtuale dal nome “Costellazione ‘80”. Esso è caratterizzato dalla presenza di postazioni multimediali touch screen disposte lungo la mostra, grazie alle quali si possono ricevere informazioni su collezioni, mostre e sezioni museali. Oltre a Villa Pignatelli e Castel Sant’Elmo, infatti, completano il quadro artistico di quegli anni la sezione di arte contemporanea del Museo di Capodimente, la collezione Terrae Motus della Reggia di Caserta, il Museo Madre e l’Accademia di Belle Arti di Napoli.

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Grazie all’enorme successo di critica e pubblico, entrambe le mostre saranno prolungate fino al 16 febbraio. “Blow up, fotografia a Napoli 1980-1990” sarà visitabile dalle 10.00 alle 14.00 (tranne il martedì) presso Villa Pignatelli.

Germana Volpe

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