La chiesa di Santa Maria delle Grazie

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Una delle chiese più importanti della città di Pozzuoli è sicuramente quella di Santa Maria delle Grazie. La chiesa si trova molto vicino la zona del porto, in corso della Repubblica 138, la Piazza Maggiore della città. Si tratta della più antica parrocchia della diocesi di Pozzuoli.
Fino al XV secolo l’area dove ora si trova la chiesa era completamente sommersa dal mare.
A causa di violente scosse bradisismiche, agli inizi del XVI secolo emerse dal mare una grande striscia di terra, compresa tra il Rione Terra e il tempio di Serapide. Su quella striscia furono costruite nuove abitazioni e una chiesa.
Questa, più piccola dell’attuale, serviva a sostituire le due chiese del Rione Terra, Sant’Agnese e Sant’Agata, danneggiate dai continui terremoti di quegli anni.
Il 15 novembre 1624 fu elevata a parrocchia col titolo di Santa Maria delle Grazie, con decreto del vescovo Lorenzo Mongiò, quando quella da cui dipendeva, Santa Maria ad Portam, venne soppressa.

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La parrocchia aveva competenza non solo su Pozzuoli, ma anche su Bacoli, Miseno, Monte di Procida, Licola, Agnano o Bagnoli. Un territorio molto vasto, dunque. Con il passare del tempo e con la nascita di nuove parrocchie, l’area di competenza di Santa Maria delle Grazie si è ridotta solo ad una parte del centro della città.
Nel Settecento, a causa del bradisismo discendente, la Piazza Maggiore fu completamente allagata, provocando danni alla chiesa.

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Nel 1825, a spese del vescovo Carlo Maria Rosini, del Municipio di Pozzuoli e della Commissione di Beneficenza, vennero realizzati alcuni restauri, che però servirono a ben poco.
Poco più di una trentina di anni dopo, il Municipio di Pozzuoli affidò all’architetto Achille Catalano i lavori di restauro, il quale decise che la cosa migliore fosse demolire l’edificio e ricostruirlo completamente dalle fondamenta.
Alla fine dell’Ottocento l’acqua invase nuovamente il borgo di Pozzuoli.
Nel 1911 fu approvata dal Parlamento la legge per la bonifica della parte bassa di Pozzuoli.
Nel 1915 il parroco Antonio Poerio fece eseguire alcuni lavori di abbellimento.
Nel 1948 il parroco Michele Maddaluno fece eseguire degli ampliamenti.
Altri lavori di consolidamento e restauro sono stati effettuati tra il 1973 e il 1975 e tra il 1983 e il 1984, per riparare i danni del bradisismo del ’70, del terremoto del 1980 e del successivo bradisismo.
Sulla facciata della chiesa c’è una grande vetrata che raffigura la Vergine che appare a Bernadette. Sul lato sud c’è un alto campanile, sul lato di questo che guarda verso il largo Santa Maria delle Grazie vi è una meridiana, mentre dal lato della piazza Maggiore una piccola lapide posta che ammonisce sulla brevità del tempo e della vita umana.
Ha tre navate, ciascuna chiusa sul fondo da un’abside. La navata centrale coperta da una volta a botte, è decorata con motivi geometrici e floreali. Le navate laterali sono coperte a botte ribassata con piccole cupole ellissoidali.
A sinistra dell’ingresso, il primo altare che si incontra è quello dedicato a San Leonardo, costruito nel 1736. Il secondo altare è del 1737, dedicato a San Paolo.
Nel transetto vi è l’altare dell’ultima cena, sovrastato da una tela del pittore puteolano Giacinto Diano, che raffigura L’ultima cena di Gesù con i discepoli, dipinta nel 1760.
Questa navata è chiusa in fondo dalla cappella di San Biagio.
Sulla parete di fondo dell’abside si trova un dipinto su tavola che raffigura la visita della vergine Maria ad Elisabetta.
A sinistra vi è il battistero, del XIX secolo, costituito da una vasca in marmo con coperchio in bronzo.

Alessandra Di Meo

santa maria febbraio 2015

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