Il mare nel cielo: mostra personale di Vincenzo Aulitto

LOCANDINA  aulitto

Il 16 gennaio 2015, presso la Casina Vanvitelliana del Fusaro (Bacoli), è stata inaugurata la mostra personale di Vincenzo Aulitto, dal titolo “Il mare nel cielo”, a cura dell’Associazione Culturale “Oltre l’Averno”. L’artista puteolano, da sempre vicino ai miti che animano la terra flegrea, sceglie di trattare attraverso quello greco degli Argonauti una tematica vicina ai nostri tempi: l’immigrazione. Si allude, infatti, alla storia di Giasone che andò per mare spingendosi fino alla Colchide insieme con gli Argonauti, alla ricerca del vello d’oro grazie al quale era possibile guarire da qualsiasi malattia. Gli immigrati compiono un viaggio analogo a quello di Giasone, navigando nei mari del Mediterraneo, andando però in cerca della loro dignità, troppo spesso perduta a causa di guerre, carestie, epidemie, persecuzioni . Ma non sempre i nuovi Argonauti riescono ad arrivare sani e salvi a destinazione.

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Per mostrare questo parallelismo Aulitto si è servito di un espediente particolarissimo: un grande disco di stoffa, disposto nello spazio circolare della sala superiore e sospeso in aria, sul quale l’artista ha saputo ricreare l’atmosfera che anima i profondi abissi marini. Sul disco si possono ammirare delfini che si rincorrono tra le onde del mare e le stelle del firmamento; luminose costellazioni danno luce alla composizione sotto la quale compare il vello d’oro, ai cui piedi è stato posizionato un proiettore con cui si alternano sul telo le immagini di un cielo sereno dove si intravedono nuvole di passaggio e corpi di emigranti, sospesi quasi tra mare e cielo, in un fluttuare molto suggestivo. Le foto dei corpi sono state scattate dall’artista mentre il montaggio del filmato è a cura di Costantino Sgamato. Il canto che funge da sottofondo è quello di una donna originaria del Sahara: esso sfuma verso alla fine della proiezione nel verso gioioso dei delfini e in quello che si ode quando le onde arrivano verso la riva.

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Tutt’intorno i quadri di Vincenzo trascinano lo spettatore in universi ancestrali in cui i mitili si mischiano alle stelle, sembrando dei palloncini, sospesi nell’abisso cosmico, come quei corpi di emigranti visti all’interno del disco: queste le impressioni di alcuni visitatori alla vista di questi lavori. Si pone così anche l’accento su una di quelle attività che da sempre rende celebre il territorio: la mitilicultura, praticata sin dai tempi dei romani, quando i laghi erano sotto la proprietà dell’Erario e poi sotto i Borbone con Ferdinando IV (1764).

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Aulitto compie una vera e propria trasfigurazione artistica, riuscendo a mostrare quello che non siamo in grado di pensare: “Il mare nel cielo”. Solitamente è più facile pensare al cielo nel mare, per un gioco di riflessi, lo stesso che si ammira quando giungiamo presso la Casina Vanvitelliana al tramonto. Tuttavia, la forza dell’artista sta proprio in questo ribaltamento. L’arte riesce ad imporsi e grazie alla metamorfosi artistica si compie questa magia.

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In una vetrina della sala circolare, Aulitto decide di esporre un microcosmo di cozze: al loro interno, infatti, compaiono tante costellazioni, galassie e stelle luminose. Piccoli gioielli artistici che hanno sorpreso i numerosi visitatori.
Nella sala a destra del piano superiore è stato possibile ammirare Oplium, una sorta di pianeta marino, enorme scudo in carta, sulla cui superfice a crateri è possibile vedere mitili e molluschi. Esso rinvia allo scudo di Achille. Sempre procedendo lungo la parete di sinistra, ammiriamo La Costellazione dei Gemelli, opera che allude ai Dioscuri, protettori di Giasone nella disperata impresa del vello.

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Nella sala di sinistra troviamo piccoli scudi in carta, uno di questi rappresenta uno splendido Nautilus, tre di essi invece hanno delle acquasantiere dinnanzi, che permettono di scrutare da vicino stelle marine, cozze e conchiglie.

Al piano inferiore altri dipinti e una stele verticale che rimanda ai materiali del suolo dei Campi Flegrei.
La serata è stata introdotta da Mimmo Grasso, curatore insieme a Stefano Taccone, Ettore Giampaolo e Francesco Lucrezi dei testi critici scritti nella brochure dell’evento.

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Successivamente è stato offerto un buffet a cura de “La Sibilla”, società agricola di Bacoli, nota nella zona flegrea per i suoi ottimi vini.
La mostra resterà aperta fino al 1 di febbraio e sarà visitabile giovedì e venerdì (ore 17-19); sabato e domenica (10-13/17-19); lunedì, martedì e mercoledì su appuntamento (tel. 3202463087).
Germana Volpe

Foto di Vincenzo Aulitto e Marina Sgamato

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