Quattro giorni di festa lungo le Scale di Pozzuoli

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Cosa succede quando l’ “Arte” diventa protagonista, si dona ai passanti e permette a una cittadina flegrea di viverequattro giorni “diversi”, passeggiando su e giù lungo un’intera scalinata?

Grazie alla collaborazione di una folta rete di associazioni tutto ciò è accaduto dal 18 al 21 dicembre 2014 lungo il Pendio di San Giuseppe a Pozzuoli: nasce così Tu scendi dalle scale…del pendio San Giuseppe, manifestazione autogestita e senza fini di lucro che ricalca quella omonima “Tu scendi dalle scale, promossa dal coordinamento Scale di Napoli, di cui fanno parte diverse associazioni in gemellaggio.

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L’Avv.to Massimo Schiano ha pensato, infatti, di promuovere un’iniziativa simile a quella svolta nella città partenopea, ma nella cittadina di Pozzuoli. Anna Abbate, rappresentante legale presso il Gruppo Archeologico Kyme, ha colto al volo questa occasione ed è diventata coordinatrice della manifestazione credendo sin da subito nella potenzialità di questo progetto. Il Comune di Pozzuoli, per garantire l’ottima riuscita della rassegna, ha deciso di concedere all’estro creativo degli artisti le quattro pareti che si trovano lungo il pendio e ha autorizzato la presenza di bancarelle artigianali anche lungo via Pergolesi, così da creare un mercatino natalizio. Come sta accadendo per l’evento “Tu scendi dalle scalea Napoli, si è cercato anche nella cittadina flegrea di dare nuova energia e linfa vitale a una delle zone della città spesso degradate o comunque poco utilizzate, cercando così di riscoprire bellezze nascoste. Si è così illuminato uno degli scorci dimenticati di Pozzuoli, portandolo all’attenzione di tutti, soprattutto dei passanti inconsapevoli.

Le pareti che accompagnano il pendio sono state dipinte grazie al contributo di diversi artisti: Bianca Ida Gerundo, Aida Guardai, Antonio Isabettini e Stefania Colizzi. Essi hanno deciso di lasciarsi ispirare da ciò che di più bello può sempre offrire la località dei Campi Flegrei, dando vita ciascuno a un murales.

L’“Aria”, primo elemento che si incontra iniziando il percorso pedonale dalla Chiesa si San Giuseppe, è stato il tema sviluppato da Bianca Ida Gerundo nell’opera dal titolo “Can “Bia” – Aria” : l’artista, più giovane tra quelli partecipanti, ha deciso di sviluppare questa tematica servendosi di colori forti e decisi, espressione di una potente carica energica.

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Sinuosi corpi femminili prendono vita sulla parete: uno di questi appartiene a una fanciulla dai folti capelli colorati che sembra essere l’incarnazione dell’arcobaleno. Ella viene sospinta da un forte soffio di vento, a sua volta personificato in una figura maschile: quest’ultima sembra richiamare quella di Zefiro, dio dei venti, presente nel celebre dipinto di Sandro Botticelli “La nascita di Venere”.

La “Terra” viene investita da sgargianti colori e a farle compagnia sono raffigurati splendidi fiori, simbolo di vita rigogliosa. La natura si mischia alle bellezze archeologiche che il territorio sa offrire, in uno spettacolo davvero mozzafiato! Questa l’idea di Madre Terra, che si ritrova nell’opera “Natura Mater” dell’artista puteolana Aida Guardai, che ritrae il soggetto in questione personificandolo in una donna, figura che incarna la fertilità di cui è dotato, tra l’altro, il suolo flegreo.

L’”Acqua” è stato il tema trattato da Antonio Isabettini, artista di Pozzuoli che ha deciso di stagliare su di un fondo celeste le onde marine che contraddistinguono il Portus Iulius: queste onde furono le stesse che portarono verso riva il delfino Simone. Isabettini , infatti, si ispira alla leggenda di Plinio il Vecchio, secondo la quale nacque un forte legame di amicizia tra un delfino giunto fino al porto di Lucrino e un giovane ragazzo alle prese con i suoi studi letterari in Pozzuoli. L’opera, infatti, si intitola “La leggenda del delfino Simone”.

Ultimo elemento rappresentato è il “Fuoco”, affidato all’artista napoletana Stefania Colizzi, con l’opera dal titolo “Phlegràios”: questo elemento è di fondamentale importanza in una terra come la nostra, nelle cui viscere ribolle costantemente. Una fenice emerge imponente sul muro, simbolo della rinascita della vita dopo la morte. L’animale mitologico, infatti, risorge dalle proprie ceneri: un enorme sole ravviva la parete sulla destra e sembra partorire l’immagine di un uomo pieno di luce.

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Durante la serata del 20 dicembre è stato inoltre possibile partecipare a un interessante incontro culturale sulla “Pozzuoli pre-barbara”, svolto presso la Chiesa di S. Giuseppe dall’archeologo Gennaro Di Fraia e introdotto dal maestro d’arte Isabettini.

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Dopo la conferenza, svolta a ritmo di slide, c’è stata la suggestiva proiezione Volare sui Campi Flegrei, promossa dall’Associazione culturale LUX in FABULA, presieduta da Claudio Correale. Il video, realizzato da Michele Albano per l’Associazione, mostra un inedito volo condotto a 30 metri di altezza lungo le spiagge del litorale flegreo e tra le rovine archeologiche del territorio, realizzato grazie all’uso di un drone.

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Tu scendi dalle scale…del pendio San Giuseppe è inserito nell’ambito della III edizione di “Luci, Suoni e solidarietà”, rassegna di incontri, attività culturali, spettacoli e visite guidate che il Comune di Pozzuoli promuove da tre anni.

Hanno inoltre contribuito alla manifestazione l’Architetto Claudio Signudi, Domenico Ferrante, la Pro Loco di Pozzuoli, l’associazione l’Orto Consapevole della Dr Patrizia Isita, l’associazione Lo Sguardo che Trasforma, M.I.A. Movimento Indipendente Artisti e Legambiente insieme con Antonio Testa e Padre Giorgio, che hanno messo a disposizione la Chiesa di San Giuseppe in queste quattro giornate.

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Il logo della manifestazione è stato ideato da Alessio Del Core, volontario in Servizio Civile presso l’Associazione LUX in FABULA: in esso è possibile scorgere il mare del litorale flegreo e un luminoso sole che illumina i resti archeologici e le scalinate che sono state ripercorse in un clima di festa grazie a questa splendida iniziativa. Il sole diventa il simbolo di quella luce che si è creata dal basso, attraverso il contributo e l’autorganizzazione di tutti coloro che hanno partecipato con impegno e dedizione al progetto.

Durante la manifestazione è stato possibile acquistare un conveniente ticket per consumare un pasto presso i punti di ristoro che hanno aderito all’iniziativa: Jolly Roger, Menhir, Majid Narghile Bar, Sobar. Inoltre è stato allestito un mercatino di Natale esclusivamente di artigiani che producevano e vendevano i loro prodotti di ottima fattura.

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Ci auguriamo che questa sia solo l’inizio di una serie di rassegne che potranno ravvivare le scale di Pozzuoli e proponiamo al Comune l’illuminazione delle stesse, magari tramite l’ausilio di faretti per rendere visibili i magnifici capolavori che gli artisti hanno donato alla città anche con il calare della sera.

Germana Volpe

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