LUX in FABULA, DALLA LANTERNA MAGICA A OGGI…

INTERVISTA A CLAUDIO CORREALE, PRESIDENTE DI LUX IN FABULA

Perché avete proposto di recente un “riepilogo” delle attività dell’associazione?

Superati i trent’anni di vita, per tutti è tempo di riannodare i fili del proprio percorso, ripercorrere le orme variegate che hanno segnato la propria storia e cercare di scovarvi una traccia unitaria. Questo vale anche per le associazioni: per questo di recente Lux in Fabula ha compendiato la sua lunga attività in un ciclo di incontri tenutisi al Pan, intitolato “L’immagine dalla lanterna magica ai droni”. Questo titolo esprime appieno il senso della ricerca condotta dall’associazione nel corso degli anni: partire dal recupero di strumenti e tecniche antichi per arrivare a esplorare le potenzialità delle più recenti tecnologie fotografiche e cinematografiche.
Avendo restaurato e riportato in vita strumenti come la lanterna magica, il fenachistiscopio, lo zootropio ed altri, possiamo affermare che questi non hanno mai perso il loro fascino, del quale anzi si può dire che aumenti con il passare del tempo. Nell’epoca d’oro delle lanterne magiche queste erano strumenti straordinari, che catturavano la fantasia, perché certamente le persone non vivevano immerse in un bombardamento di immagini come oggi. Esisteva solo la pittura come mezzo di comunicazione visiva, e la lanterna magica dava vita alle immagini pittoriche, cosa che rappresentava un’esperienza incredibile.
Oggi la lanterna magica conserva ancora lo stesso fascino, anche se per motivi diversi. Proprio la sua semplicità, la sua antichità, la rendono un oggetto prezioso ai nostri occhi, anche se siamo abituati a ben altre tecnologie. E lo stesso discorso vale per gli altri strumenti ottici che noi abbiamo ricostruito. Sembrano dei giochi, e in effetti hanno molta presa soprattutto sui bambini, com’è naturale, ma in realtà quelli sono i primordi di quella che poi sarebbe stata la cinematografia, con il loro tentativo di riprodurre il movimento.
Durante la lunga vita dell’associazione abbiamo realizzato una collezione di strumenti ottici, fotografici, cinematografici degna di un piccolo museo, che contiamo di realizzare presto.
Come sono iniziate queste ricerche?
Personalmente ho iniziato le mie ricerche all’inizio degli anni ’80, partendo dai primi esperimenti di Giambattista Della Porta (1535-1615) sulla camera obscura.

Giovanni Battista Della Porta, 1535 - 1615

Giovanni Battista Della Porta, 1535 – 1615

Della Porta era un tipico uomo di scienza di epoca rinascimentale: un po’ mago, un po’ scienziato, molto interessato ai segreti della natura. Fu tra i primi che si occupò dell’immagine, descrivendo nel libro XVII della sua opera Magiae naturalis libri XX (Napoli 1589) le possibilità di rappresentazione visiva di una -grande- camera oscura con disegni dipinti su lastre di vetro: “…in una stanza buia, su un lenzuolo bianco si possono vedere cacce, banchetti, battaglie, giochi, in modo così chiaro e luminoso come se uno li avesse davvero davanti agli occhi….”

Napoli, Palazzo Della Porta con la targa

Napoli, Palazzo Della Porta con la targa

E fu un illustre napoletano: il suo palazzo si trova al centro di Napoli, nei pressi di piazza Salvo D’Acquisto, segnalato da una targa che ricorda l’importanza di questa figura di scienziato.

5, Napoli,  la targa

Napoli, la targa

Dopo circa sessant’anni il fisico olandese Christiaan Huygens realizzò una riduzione in scala della stessa apparecchiatura. Nel 1676 Christoph Sturm, matematico bavarese, descriveva e fabbricava un modello portatile di camera oscura, mentre nel 1666 il matematico Francesco Eschinardi, nel collegio Romano, la definì “Lanterna magica”.
Andando avanti nelle ricerche ho scoperto che c’è un filo sottile che lega la città di Napoli alla storia della fotografia e della cinematografia: molti studi fondamentali sono stati condotti proprio qui, e alcune delle testimonianze cinematografiche più antiche sono state realizzate nella città di Partenope.
Qual è il legame tra Napoli e la nascita del cinema?
Fu in particolare Etienne Jules Marey (1830-1904), fisiologo francese, a legare indissolubilmente la cinematografia alla città di Napoli alla fine del XIX secolo. A questo scienziato non troppo conosciuto abbiamo dedicato, negli ultimi anni, alcuni lavori che ricordano il suo prezioso contributo e mostrano le sue straordinarie opere.

Marey a Napoli

Marey a Napoli

L’importanza di Marey sta nell’aver compreso e applicato le potenzialità degli strumenti ottici che venivano realizzati da suoi contemporanei: egli perfezionò le tecniche ancora rudimentali che esistevano e le utilizzò a scopo scientifico per lo studio del movimento, con una precisione prima impensabile. Probabilmente non ebbe l’intuizione, geniale, di usare gli stessi strumenti a scopo commerciale e di intrattenimento: chi dopo di lui l’ha fatto, infatti, è passato alla storia come l’artefice di una rivoluzione epocale (si pensi ai fratelli Lumière). In realtà questa rivoluzione è stata preparata e lentamente realizzata da coloro che, passo dopo passo, hanno realizzato strumenti e tecnologie sempre più sofisticati. Marey ha avuto un ruolo cruciale in questo.

Marey, fucile fotografico

Marey, fucile fotografico

Inventore del fucile fotografico (1882), che costruì, perfezionò e usò a Posillipo dove viveva gran parte dell’anno, fotografava gli uccelli in volo, ma i napoletani lo chiamavano “Scemo di Posillipo” perché non udivano spari e neanche vedevano uccelli cadere. Una delle intuizioni più geniali di Marey fu probabilmente quella di trasformare il fenachistiscopio – strumento ottico inventato nel 1832 da Joseph Plateau, che consente di visualizzare immagini animate – da dispositivo per creare l’illusione dell’immagine in movimento, in apparecchio per catturare il movimento stesso dalla realtà, chiudendolo in una camera oscura con obiettivo e lastra sensibile.

Villa Maria, Posillipo, Napoli, casa di Marey

Villa Maria, Posillipo, Napoli, casa di Marey

Così nel 1883, nella sua casa/laboratorio a Posillipo, Marey inventò il cronofotografo a lastre fisse, con una sola finestra invece delle 12 presenti sul fenachistiscopio classico, e dove il disco del fenachistiscopio “al contrario” fa da otturatore.

Fenachistiscopio ricostruito da LUX in FABULA

Fenachistiscopio ricostruito da LUX in FABULA

Alcuni anni dopo egli lo perfezionò con un modello a pellicola sensibile mobile, utilizzando anche la Kodak di George Eastman, ma senza perforazioni, e realizzò brevissimi e poetici film, i primi proprio a Napoli nel 1888-’90 – famosissima L’onda (La vague) – un po’ di anni prima del cinematografo dei Lumière. Queste pellicole sono visibili nel documentario che ho realizzato nel 2013 dal titolo: Dalla fotografia al cinema: Marey e lo “Scemo di Posillipo”.

Etienne-Jules Marey, cronofotografo a lastre fisse, 1883

Etienne-Jules Marey, cronofotografo a lastre fisse, 1883

Nel 1887 a Napoli Marey fa modellare da uno scultore locale undici gabbiani in volo in posizioni diverse, prima in cera e poi li farà fondere in bronzo. Dipinti questi modellini di colore bianco li sistemerà in uno ZOOTROPIO, ottenendo una precisione realistica del volo mai ottenuta prima. Presenterà poi questo apparecchio (uno zootropio tridimensionale) all’Académie des Sciences, e i suoi studi saranno indispensabili per la progettazione degli aerei: il volo degli uccelli è descritto nei minimi particolari.

Marey, cronofotografo a lastre fisse

Marey, cronofotografo a lastre fisse

Zootropio tridimensionale di Marey, 1887 a Napoli

Zootropio tridimensionale di Marey, 1887 a Napoli

Cronofotografo a pellicola

Cronofotografo a pellicola

Come utilizzate questi strumenti recuperati?
Una cosa di cui siamo particolarmente orgogliosi è il fatto che non ci siamo limitati a raccogliere questi oggetti e a farne pezzi da museo. Alcune delle nostre lanterne magiche sono perfettamente funzionanti, le abbiamo rimesse in sesto, adattate a corrente elettrica e messe in grado di fare il loro lavoro. Dal 1995 organizziamo spettacoli di lanterne magiche, in cui proiettiamo lastre originali dell’800. Non solo i bambini, ma anche gli adulti restano stregati, e si tratta di storie molto semplici, magari le favole che leggevamo o ci leggevano nell’infanzia.

Lux in Fabula, lanterna magica, data stimata 1890

Lux in Fabula, lanterna magica, data stimata 1890

Anche con tutti gli altri strumenti che abbiamo restaurato o realizzato ex novo facciamo spesso laboratori per i bambini, in cui loro possono farli funzionare da sé: pur essendo bambini abituati agli effetti speciali più incredibili con cui ormai si realizzano film e cartoni animati, restano a bocca aperta nel vedere un uccellino che appare dentro la gabbia o un semplicissimo cavallo che galoppa. Potere dell’illusione ottica.

Lux in Fabula, Lanterna magica

Lux in Fabula, Lanterna magica

Lux in Fabula,  lanterna magica corredata di 11 lastre e un cromatropio, risalente al 1850 circa

Lux in Fabula, lanterna magica corredata di 11 lastre e un cromatropio, risalente al 1850 circa

Il nostro interesse comunque è rivolto alle arti visive in toto, e così abbiamo seguito l’evoluzione delle tecnologie fotografiche e cinematografiche in tutto il loro sviluppo. Come artista ho realizzato numerosi lavori audiovisivi, molti in origine erano diapositive presentati in dissolvenza incrociata, e di recente sono stati digitalizzati con il contributo di molti volontari dell’associazione, soprattutto giovani in servizio civile. Negli scorsi mesi abbiamo scoperto le grandissime potenzialità artistiche dei droni, e abbiamo realizzato con Michele Albano, esperto in materia, alcuni lavori in HD con visioni inedite dei Campi Flegrei effettuate dall’alto: immagini straordinarie ed emozionanti, e questo grazie a una tecnologia sempre più avanzata che oggi è alla portata quasi di tutti.

Alcuni degli spettacoli e dei video qui descritti sono stati presentati l’8 Novembre 2014 a Città della Scienza a Bagnoli nell’ambito di FUTURO REMOTO, manifestazione scientifica dedicata quest’anno al mare. La nostra iniziativa si è intitolata “L’Oceano iconografico: dalle lanterne magiche ai droni. Conferenza-spettacolo con esposizione interattiva di antichi strumenti ottici”.

Claudio Correale, FUTURO REMOTO, Citta' della Scienza  08-11-2014 Napoli

Claudio Correale, FUTURO REMOTO, Citta’ della Scienza 08-11-2014 Napoli

In questa occasione, oltre a un vero spettacolo con un’antica lanterna magica, è stato organizzato anche un laboratorio per bambini sull’educazione all’immagine, con l’uso di lanterne magiche di metà ‘800. La collaborazione con Futuro Remoto era iniziata già nel 1989 e proseguita nei due anni successivi.
La nostra ricerca sull’immagine poi è sfociata in un libro (LUX in FABULA, l’immagine) che contiene elementi di educazione all’immagine. Il libro è pensato soprattutto per insegnanti, i quali hanno a che fare con bambini e adolescenti che subiscono passivamente un bombardamento di immagini senza capirne il linguaggio specifico. Cerchiamo di spiegare in modo semplice il significato di alcuni elementi del codice visivo, che oggi ha un’importanza enorme in tutti i campi (si pensi alla pubblicità, alla politica e così via). Questo libro fu già pubblicato nel 1990 per la CUEN, e ora abbiamo intenzione di ripubblicarlo in versione ovviamente arricchita e aggiornata, dato che da allora l’universo dei media è stato ulteriormente rivoluzionato da strumenti e tecnologie in continua trasformazione. Come sempre abbiamo fatto, cerchiamo di restare al passo perché ogni rivoluzione tecnologica è una conquista e una minaccia: porta con sé nuove potenzialità espressive e artistiche, ma anche nuove possibilità di manipolazione, a cui i ragazzi sono sempre più esposti, purtroppo senza sufficiente consapevolezza.
Marina Vagnoni

Riferimenti Bibliografici
Giovanni Battista Della Porta, Magia Naturalis, sive de miraculis rerum naturalium, libri IV, Napoli, 1558. Edizione ampliata in 20 volumi, Napoli, 1589, lib. XVII.
Etienne Jules Marey, La Nature, n. 91 – 15 Novembre 1890
Laurent Mannoni, La grande arte della luce e dell’ombra, 1994
Virgilio Tosi, Il cinema prima del cinema, 2007

Claudio Correale, conferenza-spettacolo al PAN, Palazzo Arti Napoli 12-06-2014

Claudio Correale, conferenza-spettacolo al PAN, Palazzo Arti Napoli 12-06-2014

Lux in Fabula, Napoli, spettacolo con lanterna magica

Lux in Fabula, Napoli, spettacolo con lanterna magica

Lux in Fabula, Napoli, spettacolo con lanterna magica

Lux in Fabula, Napoli, spettacolo con lanterna magica

Lux in Fabula, Napoli, spettacolo con lanterna magica

Lux in Fabula, Napoli, spettacolo con lanterna magica

Lux in Fabula, laboratori didattici sull'educazione visiva

Lux in Fabula, laboratori didattici sull’educazione visiva

Lux in Fabula, laboratori didattici sull'educazione visiva, Città della Scienza, Napoli

Lux in Fabula, laboratori didattici sull’educazione visiva, Città della Scienza, Napoli

Lux in Fabula, laboratori didattici sull'educazione visiva, Città della Scienza, Napoli

Lux in Fabula, laboratori didattici sull’educazione visiva, Città della Scienza, Napoli

Lux in Fabula, laboratori didattici sull'educazione visiva, Città della Scienza, Napoli

Lux in Fabula, laboratori didattici sull’educazione visiva, Città della Scienza, Napoli

Lux in Fabula, una conferenza - spettacolo al Museo Archeologico di Napoli

Lux in Fabula, una conferenza – spettacolo al Museo Archeologico di Napoli

Lux in Fabula, una conferenza - spettacolo al PAN, Palazzo delle Arti di Napoli

Lux in Fabula, una conferenza – spettacolo al PAN, Palazzo delle Arti di Napoli

PAN, lanterna magica di Lux in Fabula

PAN, lanterna magica di Lux in Fabula

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