LAND ART CAMPI FLEGREI X EDIZIONE: LA PERFORMANCE “IL DONO” DI TERESA MANGIACAPRA

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Arriva alla sua X edizione Land Art Campi Flegrei, la manifestazione di sculture e installazioni in simbiosi con l’ambiente naturale e il paesaggio.

Quest’anno sarà il Parco urbano delle colline di Napoli (Bosco dei Camaldoli) a ricevere la rassegna dal 4 al 30 ottobre 2014, adattandosi a sfondo naturale per gli artisti interpellati a misurarsi con il tema della “pratica artistica come pratica sociale”.

«Land Art è arte ecologica per eccellenza – dichiara Davide Carnevale, ideatore e direttore artistico di Land Art- e si pone come una vera e propria azione di cittadinanza attiva che utilizza l’impulso estetico per esortare a un nuovo modo di vedere, sentire e vivere i beni ambientali».

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Il progetto consiste nel produrre dei sentieri culturali lungo le aree del parco, attraverso il montaggio di opere concettuali tridimensionali, create soprattutto con elementi naturali locali, biodegradabili, in accordo con l’ambiente in cui sono inserite.
Le installazioni, ideate e create
site specific, spingono a relazionarsi con la natura, elargiscono la possibilità di sperimentare nuove connessioni tra paesaggio e collettività, rinvigoriscono le relazioni che l’ambiente crea con i suoi residenti, e le collettività di afferenza con gli ospiti forestieri. Il piano ha intenzione di operare delle collaborazioni, agevolando l’unione tra artisti e fruitori, elargendo un atelier en plein air adatto a trasformarsi anche in posto di esibizioni drammatiche, di ballo moderno, letture, esibizioni musicali, esercizi di meditazione, che si susseguiranno, in un consistente programma di eventi, lungo i week end di ottobre. Il percorso è transitabile unicamente a piedi; ha una lunghezza massima di due ore.
Il piano è incluso, il giorno 11 ottobre, nelle manifestazioni dell’AMACI 2014.

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L’evento è creato e concretizzato dalle associazioni Leaf e De Pictura, con il patrocinio del Sindaco, dell’Assessorato all’Ambiente, dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, della Regione Campania, del Goethe Institute, Istituto Cervantes, Institut Français, Accademia di Belle Arti di Napoli.

Degne di menzione, tra le varie opere presenti, le installazioni “Dis-connettersi” dell’artista brasiliana Palù De Andrade, che consiste in una serie di mouse appesi a dei fili, per simboleggiare il proposito di distaccarsi dalla tecnologia per avvicinarsi alla natura, Piccola orchestra” dell’artista italiana Marianna Mendozza, che consiste in una serie di barattoli dai quali cadono delle goccie d’acqua e dei bastoncini con pezzi di alluminio atti a riprodurne il suono, e la performance “Il dono” di Teresa Mangiacapra, che analizzeremo in maniera più approfondita qui sotto.

Performance "Il dono" di Teresa Mangiacapra

Performance “Il dono” di Teresa Mangiacapra

Il Dono – Rito di ringraziamento all’Albero Performance e Installazione Land Art 2014 “, da una idea di Teresa Mangiacapra, è un percorso artistico che punta a mettere in simbiosi artista, natura e pubblico. Il Bosco dei Camaldoli, sabato 4 ottobre, ore 11.00, infatti, si è trasformato in un posto dove gli alberi, per una volta, hanno assunto il ruolo di padroni e le persone quello di servitori. Durante la performance, infatti, ciascun artista, alla musica di un violoncello, è andato in cerca del proprio ‘dono’ poco prima occultato nei pressi del posto designato (in questo caso, tre alberi vicini tra loro che formavano un triangolo) e vi ha posto la propria creazione, fino a mettere insieme un tutt’uno : una sorta di totem, insomma, intorno al quale, chiamando in causa gli spettatori, li si è invitati a tirar fuori dal dono finale una pergamena su cui erano vergati versi dedicati all’Albero: gli spettatori, poi, li hanno letti e sono stati pregati di offrire un ‘simbolico dono’ all’Albero, come impegno di una più accurata e genuina relazione futura con Lui. E’ stato un rituale di gratitudine, riconoscenza e garanzia verso la grande Madre Natura.

(Nello specifico, i doni offerti alla divinità Albero sono stati: un coccodrillo ricoperto di foglie, un intreccio di rami che riproduceva il simbolo dell’infinito, una gabbia con un gufo, una stella a tre punte arrotondate, un melograno, un cesto ripieno di fogli contenenti i versi che sono poi stati letti davanti alla divinità-Albero.)

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Hanno partecipato alla performance: Antonio Bossa, Maria Luisa Borsacchi, Silvana Campese, Luminita Irimia, Teresa Mangiacapra Luigi Montefoschi, Ughetta Parisio Giordano, Manuela Vaccaro, Umberto T. Vocaturo; al violoncello:Davide Giordano; collaborazione:Fausta Base, Diana Priore.

Roberto Volpe

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