I poeti irpini protagonisti del VII incontro di “V.I.M. Vediamoci Il Mercoledì”

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Si è tenuto mercoledì 24 settembre 2014 presso la libreria Papiria, situata alle spalle di piazza Montesanto, in via Ninni 7/8 a Napoli il settimo incontro della rassegna poetica “V.I.M. Vediamoci Il Mercoledì”. L’idea dell’iniziativa è di Gennaro Maria Guaccio con la collaborazione di Giuseppe Vetromile.
La rassegna è cominciata a gennaio 2014 ed ha ospitato diversi poeti. Quest’ultimo incontro, che segna la ripresa del ciclo dopo la pausa estiva, ha avuto per protagonisti tre autori irpini, riconosciuti a livello nazionale e i quali organizzano spesso eventi molto importanti: Claudia Iandolo, Mimmo Cipriano e Armando Saveriano.
Nonostante l’iniziale timore degli organizzatori, la sala era gremita. Ad ogni poeta sono stati concessi 15 minuti di tempo per spiegare la propria linea poetica, leggere alcuni versi delle proprie opere e rispondere alle domande del pubblico.
Prima di lasciare la parola agli autori, però, le serate vengono solitamente introdotte da una piccola rubrica dedicata alla memoria dei classici latini. In particolare, questa volta, si è rimarcata la differenza che c’era nella realizzazione di un libro durante l’epoca antica ed oggi. Nell’antichità ci voleva, senza dubbio, più tempo per realizzare un testo. Inoltre i libri erano destinati più all’ascolto da parte del pubblico che alla lettura diretta del singolo. Tutto ciò influenzava profondamente la realizzazione di un qualsiasi testo e la sua relativa diffusione, che avvenivano ovviamente in maniera differente rispetto a quelle attuali.
Dopo questa premessa, la parola è passata ai poeti di Avellino.
La prima a parlare è stata Claudia Iandolo. La poetessa comincia raccontando se stessa e la propria pratica poetica. Riallacciandosi al discorso sui classici, rimarca l’importanza di non abusare delle parole e di non sottovalutare il labor limae che deve precedere ogni pubblicazione. Nella sua ultima opera, “Sororità”, fa una riflessione sul rapporto di sorellanza tra le donne. Ad ispirarla è stata la morte di una sua cara amica del liceo, della cui amicizia ripercorre episodi e significati attraverso i suoi versi, scanditi da ritmi e tendenze simili a quelli latini, che tanto ama.
Segue Mimmo Cirillo, la cui particolarità è quella di organizzare eventi culturali, nel suo comune di residenza, ovvero Avellino, nei quali la poesia si alterna alla musica jazz. Il poeta si diletta a ricercare legami e incastri tra musica e poesia. Il suo intento, dice, è quello di attirare un maggior numero di persone creando e sperimentando situazioni nuove.
Il suo ultimo libro è “Il centro del mondo”, una raccolta di poesie realizzate dal 2011 ad oggi, divise per sezioni. Fondamentale è il continuo contatto con la realtà, la descrizione di rapporti familiari, il contrasto tra Napoli e l’Irpinia, una sul mare, l’altra in montagna, ma entrambe importanti nella sua formazione.
Chiude la serata Armando Severino, poeta, saggista, ma soprattutto autore di teatro. Organizza spesso eventi per discutere sulla situazione attuale della poesia. La sua attività è segnata soprattutto dal suo rapporto col teatro. In tutto quello che si dice, spiega l’autore, sia in un testo teatrale che di altra natura, c’è sempre una sottotraccia lasciata dall’autore che deve essere ricercata, qualcosa che non ha scritto ma che è presente nel sottotesto. Trovarla è compito del lettore, che lo fa in base alla propria sensibilità. L’autore ricerca la propria identità poetica attraverso la sperimentazione di vari stili, si diverte talvolta ad usare addirittura acronimi, per diffondere meglio, dice, le proprie poesie.
Questo, insomma, il contenuto della serata dedicata ai poeti irpini, non ci resta che attendere il prossimo incontro.

Alessandra Di Meo

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