Le Diatomee: organismi che fondono arte e scienza

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Durante il mese di luglio è svolta presso Città della Scienza una mostra dal carattere decisamente innovativo e originale, dal titolo “Diatom de Science/Intersections between Design and Science”. Martedì 29 luglio c’è stata la serata conclusiva dell’evento promosso dal dipartimento di Ingegneria Civile, Design, Edilizia e Ambiente della Seconda Università degli Studi di Napoli, dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientale e Farmaceutiche della Seconda Università degli Studi di Napoli, dall’Istituto per la Microelettronica e microsistemi ( CNR ), dall’Hybrid Design Lab della Seconda Università degli Studi di Napoli, in collaborazione con Fondazione Idis – Città della Scienza. La mostra e il convegno rientrano nelle attività di diffusione dei risultati del Progetto FIRBFuturo in ricerca” del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica dal titolo: “Proprietà fotoniche e micromeccaniche delle diatomee”.

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Il coordinatore della mostra è stato Mario De Stefano, mentre i Responsabili scientifici Edoardo De Tommasi e Carla Langella. Come spiega la locandina, si tratta di una mostra in cui fisica e biologia si mescolano all’arte del design, essa infatti “si propone come occasione internazionale di indagine sul tema del rapporto tra design e scienza dal punto di vista della Biomimetica, disciplina che trae ispirazione da principi, logiche, morfologie e strutture osservati in natura per apportare innovazione sostenibile nei processi di sviluppo di nuovi prodotti.” L’esperimento è, dunque, quello di creare un nuovo rapporto tra design e scienza, ispirato in particolare a degli organismi fotosintetici unicellulari molto diffusi in natura: le Diatomee.

Questi piccoli organismi, che già al microscopio si presentano come delle vere e proprie opere d’arte, sono dei protisti con scheletro di silice che popolano tutti gli ambienti acquatici, ne sono state descritte circa 100 mila specie, sia fossili che recenti. Questi organismi importantissimi producono almeno un quarto dell’ossigeno che noi tutti respiriamo.

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Dal punto di vista fisico le Diatomee presentano una parete cellulare silicizzata a formare una specie di guscio chiamato frustolo. Esso è costituito da valve che si sovrappongono chiudendosi l’una nell’altra, come una scatola con il suo coperchio. La caratteristica che salta più all’occhio è proprio la notevole presenza di pori su questo guscio. Le loro caratteristiche fisiche e chimiche hanno fatto in modo che molti artisti si ispirassero a queste alghe con lo scopo di creare oggetti tipici del mondo del design e del nostro uso quotidiano come mattonelle, lampade, sedie, bottiglie, occhiali, scarpe e tanto altro, prendendo spunto dalle caratteristiche di questi organismi.

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La mostra presenta il risultato conclusivo del lavoro di ricerca svolto da scienziati, designer e artisti italiani e internazionali insieme ad altri intervenuti a valutare il lavoro fatto. Ci racconta una giovanissima designer di come la conoscenza scientifica l’abbia aiutata a dare un’ulteriore ispirazione al ptroprio estro creativo, realizzando un contenitore fatto di una carta particolare contenente “diatomite”, ovvero una roccia silicea sedimentaria che si origina proprio dalla sedimentazione, sui fondali acquatici, di gusci silicei delle diatomee. Questa sostanza attribuisce alla carta una resistenza maggiore riguardo ai processi di deterioramento che altrimenti sarebbero molto più veloci. Insomma, questo progetto ci dimostra che scienza e arte non sono due mondi poi così lontani.

Alessandra Di Meo

Alessio Del Core

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