Lux in Fabula al Palazzo delle Arti di Napoli

10452375_10153045007727080_7277392793956058910_n

 

 

Si è appena conclusa la rassegna LUX in PAN svolta presso il Palazzo delle Arti di Napoli durante il mese di giugno-luglio. Varie le iniziative presentate dall’Associazione Culturale Artistica e Sociale Lux in Fabula, presieduta da Claudio Correale, impegnata da oltre 30 anni sul territorio dei Campi Flegrei con diverse attività: dalla decodifica dell’immagine ai giochi ottici, dalla lanterna magica ai droni passando per il pre-cinema. Noti anche i numerosissimi scambi culturali europei che nel corso degli anni si sono susseguiti dando ai giovani la possibilità di portare avanti importanti esperienze formative all’estero.

Nella prima serata (5 giugno 2014) sono state proiettate lastre ottocentesche grazie all’utilizzo di una lanterna magica di fine ‘800. Una voce guida ha letto con grande enfasi la storia rappresentata dalle lastre, quella del “Tamburino Sardo”, tratta dal libro ‘Cuore’ di Edmondo De Amicis. Le lastre proiettate erano fotografiche e di tipo industriale, rigorosamente in bianco e nero. Subito dopo è stata la volta della fiaba di “Ali Babà e i Quaranta ladroni” tratta da ‘Le mille e una notte’. In questo caso le lastre erano di fabbricazione inglese, dipinte totalmente a mano con grande maestria tecnica.

funz.es.3

Due lanterniste hanno immerso gli spettatori in un’atmosfera da sogno, magica, irreale. Una delle protagoniste di questa esperienza suggestiva è stata proprio la sottoscritta: mi sono immedesimata così tanto nel personaggio e in quell’epoca così distante dalla mia per riuscire al meglio nello svolgimento di questo ruolo. Ho potuto dare libero sfogo alla fantasia scegliendo i costumi ottocenteschi che più si addicevano al momento storico e una volta indossati questi ultimi ho cambiato pelle. Persa tra collane di perle e orecchini antichi, coi capelli raccolti in un cappello, dentro camice dal collo appena inamidato, la mia voce ha preso vita e ha fatto da sottofondo alle immagini proiettate dalla lanterna magica, strumento che colpisce gli spettatori tutti, dai più grandi ai più piccini, per raccontare storie come era consueto fare nel XIX sec. Mi sono ritrovata ad essere costumista, lettrice, lanternista nel giro di una sola sera. Un’esperienza davvero unica ed emozionante!

La seconda serata (12 giugno) si è svolto un incontro che ha visto la partecipazione dell’Archivio della Stazione Zoologica di Napoli Anton Dohrn. Protagonista della serata è stato Étienne Jules Marey, l’inventore del fucile fotografico e il primo a realizzare una sequenza filmica incentrata sul movimento delle onde del mare di Posillipo, ben cinque anni prima della proiezione del film dei Fratelli Lumière. Si è parlato di questo importante personaggio, della sua passione per il movimento e degli studi condotti a Napoli, dove ebbe modo di “catturare” il movimento dei gabbiani e delle specie marine ispirato dalla Stazione Zoologica di Anton Dohrn, con il quale Marey istaurò una grande amicizia. 10353476_10153045004917080_5185863903656812608_o

 

L’excursus sulla vita di Étienne Jules Marey è stato curato da Fiorella Liotto e Massimliano Maja, lasciando tutti molto entusiasti e sorpresi di quanto sia stato fatto proprio nella nostra amata città da questo fisiologo, che per la sua passione merita anche il titolo di precursore del cinema. E’ stato inoltre proiettato il documentario di Claudio Correale intitolato “Dalla fotografia al cinema” dedicato sempre al fisiologo francese, con rarissime immagini realizzate a Posillipo da Marey.

Nel terzo incontro (19 giugno) si è affrontato il tema delicato e tuttora molto discusso dello sgombero del Rione Terra con il documentario “Terra e tormento-la settimana della paura”. Le foto inedite di Antonio Grassi hanno mostrato i momenti critici di Pozzuoli, il 2-3 marzo 1970, piegatasi sotto la forza dello Stato e la morsa del Bradisismo, fenomeno geologico che consiste nell’innalzamento e nell’abbassamento del suolo.

10351250_10153068844802080_701376599359944856_nNel documentario la voce della camionetta della polizia ripete incessantemente di evacuare il Rione Terra, rimanendo a lungo impressa nella mente e creando un senso di angoscia nell’osservatore/ascoltatore durante la visione delle immagini, rievocando lo stesso tormento vissuto dai cittadini puteolani in quei giorni.

La giornalista Eleonora Puntillo, moglie del foto reporter defunto Antonio Grassi, che all’epoca seguì da vicino la drammatica vicenda, ha lasciato al pubblico in sala la sua testimonianza. A seguire è stato proiettato il video inedito di Ruggero Morichi dal titolo “Ricordo del Rione Terra”, con foto in bianco e nero che raccontano il Rione Terra nove mesi dopo lo sgombero. La colonna sonora consisteva nelle registrazioni realizzate dalla squadriglia Pantere degli scout ASCI di Pozzuoli del 2 Marzo 1970.

10306244_10153095745312080_6384867292682195692_n

Il quarto incontro (26 giugno) è stato dedicato interamente alla musica e alla creatività, con la proiezione di “Aqua, lux cavat iter”, un filmato con diapositive creative realizzate nel 1987 da Claudio Correale e passate recentemente in formato digitale con il sottofondo musicale del lato A di Atom heart mother dei Pink Floyd. Nicola Magliulo, docente di filosofia, ha spiegato il significato artistico della musica dei Pink Floyd per la sua generazione: questa musica è stata capace di dare voce ai più deboli, di dare spazio alla fragilità dell’individuo. Una vera rivoluzione negli anni ’70! Le immagini hanno accompagnato gli spettatori in un viaggio psichedelico dove musica e diapositive si sono fuse, lasciando che l’osservatore si perdesse in queste acque plasmatiche che vogliono simboleggiare un ritorno al ventre materno, lì dove la vita ha inizio. Il presidente Claudio Correale ha affermato di essere stato influenzato durante la creazione da tutto quel fermento artistico che si respirava in città: siamo infatti nel periodo artistico della Transavanguardia, movimento nato grazie al critico d’arte Achille Bonito Oliva, nel quale si riscontra un forte ritorno all’Arte Figurativa. A seguire il video “Volare sui Campi Flegrei” di Michele Albano, da questi prodotto per l’Associazione, dove grazie all’utilizzo di un drone è stato possibile ammirare dall’alto le bellezze che animano la terra flegrea, ma da una prospettiva sorprendente e mozzafiato, non consueta e per questo da tutti apprezzata.

Il quinto incontro si è svolto il 3 luglio presso l’Osservatorio Vesuviano – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Via Diocleziano 328. 10511173_10153095745927080_5743804906993227449_nL’Associazione ha presentato l’Archivio virtuale disponibile sul sito Bradisismoflegreo.it, frutto del lavoro che dal 2004 hanno svolto i soci e i volontari del Servizio Civile Nazionale che si sono prodigati per il recupero della memoria collettiva. La serata si è aperta con la presentazione di questo progetto. Il direttore dell’Osservatorio Vesuviano Giuseppe De Natale è stato onorato di ospitare presso il suo Istituto l’Associazione Lux in Fabula, elogiando la dedizione e la determinazione che da sempre ha dimostrato nel trattare simili argomenti in termini storici e di memoria. Lux in Fabula si è distinta soprattutto perché ha saputo utilizzare nel corso del tempo un linguaggio aperto a tutti i cittadini, e non solo agli esperti del mondo scientifico, così da diffondere l’informazione e il confronto attraverso un dialogo orizzontale. Con simili manifestazioni si può arrivare a fare molto per il territorio e i suoi abitanti. Claudio Correale ha tenuto a sottolineare come Lux in Fabula operi da anni nello svolgimento di queste attività senza disporre di nessun fondo o rimborso spese. Ci auguriamo quindi che nuove rassegne come questa appena volta al termine prendano vita.

Quindi è stata la volta della proiezione del video “Oxygene” di Michele Albano, dove è stato possibile ammirare il Tempio di Serapide-Macellum, termometro del bradisismo da secoli, e i vari vulcani della zona flegrea a circa 40 metri di altezza, sempre grazie all’utilizzo di un drone. Subito dopo è seguito l’intervento della giornalista Eleonora Puntillo, la quale ha introdotto la proiezione del video “Terra e tormento- la settimana della paura”, affermando che il forte autoritarismo dimostrato dalle autorità in quel marzo 1970 diede luogo ad una drammatizzazione smisurata e incomprensibile che mise in fuga i cittadini puteolani, spaventati dal clima di paura creato. Il colpo di grazia fu inflitto proprio dall’esercito, capace di esercitare un vero e proprio terrorismo psicologico sugli abitanti del Rione. Una cosa però deve farci riflettere: Rione Terra venne dichiarato demanio del Comune. Oggi, a distanza di 50 anni, si può godere nuovamente del Duomo del Rione Terra; la cattedrale venne chiusa in seguito all’incendio del ‘64. La giornalista avanza un dubbio: cosa si farà delle abitazioni del Rione Terra anch’esse da poco restaurate? Purtroppo non abbiamo risposta alcuna.

10409728_10153068844972080_6697046951041021581_n

Giuseppe Luongo, professore di Geofisica della terra solida presso l’Università di Napoli Federico II, è intervenuto nel corso della serata cercando di far comprendere che, in base alle indagini fisiche che sono state condotte, quel gran masso di tufo che risulta essere Rione Terra è la zona più sicura nella città di Pozzuoli. In questa zona gli effetti di instabilità delle strutture sono contenuti, mentre al contrario emergono non appena ci si allontana da essa. Inoltre il professore ha mostrato come durante la seconda crisi bradisismica si agì in maniera totalmente diversa, anche grazie al progresso fatto dalla scienza. Infatti la comunità scientifica era reduce dal bradisismo del ’70, dal terremoto del Friuli del ’76, da quello dell’Irpinia dell’ ’80: ecco perché nell’ ’83 si mostrò pronta a gestire l’emergenza come non lo fu nel 1970.

Germana Volpe

10391055_10153045008277080_6010064226799933713_n

10478217_10153068846862080_4506703963634010654_n

10463879_10153045008112080_3801680439452420525_n

10518966_10153095744522080_5116016269556000581_n10469463_10153068850402080_2546230613265406988_n

Annunci