Tra le macerie di Davide D’Urso

TRA LE MACERIEPresentazione il 21 giugno a Lux in Fabula.

Precarietà, lavoro a nero e assenza di prospettive sono tra le piaghe più sentite a Napoli. Città bella quanto invivibile.

Davide D’Urso, scrittore partenopeo, ha di recente pubblicato il suo primo romanzo, Tra le macerie (Gaffi editore), in cui affronta in maniera realistica e tormentata la condizione di chi, costretto a lavori di ripiego, dopo continue opportunità negate vede lontana l’idea di realizzare i propri sogni.

Luogo in cui si svolge la vicenda è dunque Napoli, città ricca di problemi e con una cultura ben radicata di lavoro a nero e contratti a tempo determinato.

Ecco che, attraverso questo libro, Davide D’Urso è riuscito a proporci, in maniera concreta, un problema particolarmente diffuso non solo dalle nostre parti, quanto nel resto d’Italia.

Protagonista della storia è il trentenne Marco Moraldo, avvocato mancato, che coltiva la speranza di pubblicare il suo primo romanzo. Prima però dovrà imbattersi nella realtà del call center.

Il ritmo del racconto è spigliato, scorrevole e si risolve attraverso il punto di vista e le riflessioni del protagonista.

L’autore infatti, attraverso una narrazione in prima persona, ci porta nel cuore e nella mente del giovane Marco costretto ad accettare un lavoro in un call center, descritto come una vera e propria prigione dell’anima.

“La frustrazione di continuare a lavorare senza un minimo di certezza” e la paura di abituarsi a questa condizione non abbattono però la grande forza di volontà del protagonista, deciso a realizzare il proprio obiettivo.

La realtà del call center è raccontata nelle sue mille sfaccettature, in un realismo che quasi spaventa. Dalle fanatiche, ovvero le lavoratrici che mentono a se stesse per conservare un minimo di dignità, alle bizzoche, quelle che invece di dignità ne hanno veramente poca. L’autore infatti, attraverso un modo giovanile e leggero, distinguendo i personaggi in tipologie, ci dà un’idea precisa dell’ambiente in cui si svolge gran parte del racconto, la Telcall.

Molti sono i temi trattati: la necessità di sentirsi di nuovo figlio, di scrollarsi le proprie insormontabili responsabilità, la concretezza di una famiglia in grado di riportarti con i piedi per terra, il rapporto di coppia, il confronto con chi nella vita ce l’ha fatta, o con chi invece nella vita lotta ancora per la sopravvivenza. Il racconto inoltre non manca del sapore di una Napoli che ancora incanta chi è capace di guardarla con gli occhi del turista, di una città che mette malinconia, ma a cui tocca risollevarti il morale.

Dunque dalle macerie si può anche riemergere; grazie alla forza di volontà che ti sprona ad andare avanti nonostante le mille difficoltà. Ed è proprio questo provarci e riprovarci che fanno da padrone nel romanzo, che diviene perciò portavoce di speranza.

Il libro sarà presentato dall’autore sabato 21 giugno presso l’associazione LUX in FABULA di Pozzuoli. L’evento, aperto a tutti, darà modo di avere chiarimenti o risposte alle curiosità relative all’opera.

Federica Daniele

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