Un laboratorio di teatro per far rinascere Villa Medusa

Laboratori teatrali alla Casa del Popolo di Villa Medusa.

Un laboratorio di teatro per far rinascere Villa Medusa, foto 2

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 18 maggio vi è stato il primo incontro del laboratorio sperimentale di teatro organizzato all’interno di Villa Medusa, situata all’inizio di Bagnoli, vicino la fermata della cumana di Dazio.

La struttura è diventata Casa del Popolo da quando fu occupata da un gruppo di studenti, lavoratori e disoccupati il 19 gennaio 2013, dopo che il Comune di Napoli l’aveva abbandonata a se stessa. La struttura è, infatti, un po’ fatiscente e non in perfette condizioni. Essa, tuttavia, conserva ancora il suo fascino. L’edificio era stato donato alla collettività da un privato, con l’intento di creare un centro sociale per anziani. Per anni questa è stata la sua funzione, finché non è stata chiusa nel 2007 perché in molti locali dichiarata inagibile. Da un anno un gruppo di ragazzi, in maniera autonoma e spontanea, ha deciso di ridar vita a Villa Medusa e di restituirla alla collettività.

Un laboratorio di teatro per far rinascere Villa Medusa, foto 1

 

 

Tante sono le iniziative, tutte messe al servizio della cittadinanza, a partire da una radio web, da corsi di tamburo e danze tribali fino al laboratorio teatrale. Quest’ultimo è organizzato da Pietro Varriale, un educatore che da 18 anni vive l’esperienza del teatro, e che ha deciso di mettere al servizio degli altri le cose che ha imparato in questi anni.

Nel primo incontro preliminare si è spiegato che l’intento del corso è quello di sperimentare diverse tecniche di recitazione, diverse ma non in contrasto tra loro. L’indagine è, soprattutto, corporea. “Il corpo” spiega l’educatore “accoglie tutte le nostre esperienze, ma non riesce a catalizzarle”. Attraverso questo laboratorio, ciascun corpo viene messo a contatto con altri corpi, e grazie all’impulso cinetico della musica ciascun partecipante può raccontare, attraverso la propria gestualità, una storia, o la propria storia. Per farlo occorre sapersi mettere in gioco: in cambio si otterrà un benessere che parte dal corpo per giungere alla mente. Insomma, l’obiettivo è di creare un gruppo capace di realizzare eventi e spettacoli, in modo da rivitalizzare, finalmente, sia la struttura sia questa fascia di territorio troppo spesso martoriata e dimenticata.

Alessandra Di Meo

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