Terra dei fuochi, terra dell’arte

Mostra al Belvedere di San Leucio 17 maggio-17 giugno.

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La terra dei fuochi non è solo un territorio inquinato dagli sversamenti illeciti della camorra. Ma è la terra dei Borboni, della Reggia, dell’arte.

E proprio in uno dei siti storici più belli del casertano, vale a dire il real sito Belvedere di San Leucio, è stata inaugurata sabato la mostra intitolata “La terra dei fuochi – il grido dell’arte” che avrà luogo fino al 17 giugno.

A partecipare alla mostra vi sono oltre 190 artisti provenienti da tutta Italia che hanno lasciato, attraverso altrettante opere, sia tele che sculture, il proprio messaggio su un territorio mortificato ma ancora in vita.

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Alcuni dipinti sono certamente più realistici degli altri, come il ritratto di una bufala che rimanda immediatamente alla mozzarella campana. Alcuni sono invece più provocatori, come il quieto paesaggio verdeggiante dove dai sacchetti di immondizia sparsi qua e là spuntano fiorellini di campo.

Certamente ogni artista ha dato il proprio contributo rifacendosi all’arte paesaggistica, ritrattistica o contemporanea, in un mix in cui storia e modernità si sposano all’insegna di un grido di speranza.

Il vernissage inaugurato sabato 17 è stato aperto dall’intervento di Lyna Lombardi e Carlo Roberto Sciascia che hanno curato l’evento con la collaborazione di Daria Imondi. Ma a spiegare l’importanza di questa manifestazione artistica è stato anche il sindaco di Caserta impegnato nella rivalutazione del territorio soprattutto attraverso eventi culturali.

Molti gli ospiti che hanno preso parte all’inaugurazione, come la band “TSO ( Trattamento sanitario obbligatorio)”, Fernando Alfredo Cabrera e Antonella di Nitto con il loro “Tango tra i Fuochi” ed esponenti dell’ordine degli architetti, i quali hanno presentato alcuni filmati che spiegano l’importanza ed i benefici delle piantagioni di canapa, utili sia per bonificare le terre inquinate, sia per la produzione di tessuti e alimenti, sia nel campo della bio-edilizia.

Interessante proiezione sul tema della speranza e della bellezza è stato quello dell’associazione LUX in FABULA che attraverso una metafora ed un gioco di parole ha mostrato ciò che di magnifico si cela dietro, ma in questo caso anche sopra, tutto il nostro territorio. Il filmato, intitolato proprio“Terra dei Fuochi” è stato creato infatti attraverso riprese fatte dall’alto con un drone. Mai prospettiva risulta così stupefacente se si parla di luoghi già incantevoli come quelli dei Campi Ardenti (e da qui il gioco di parole).

Il terzo cortometraggio, dall’impatto emotivo molto forte è stato invece “La terra del silenzio” dedicato alle vittime della Terra dei Fuochi, ai malati di cancro e ad un silenzio che uccide nel vero senso della parola. A loro, alle vittime e a chi ancora lotta contro le conseguenze dell’illegalità sono stati dedicati alcuni passi di Salvatore Quasimodo.

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Dunque sono state diverse le tematiche affrontate sabato scorso, e molte altre è possibile scorgere attraverso le opere esposte a San Leucio. Lì dove, da uno dei belvederi più incantevoli del mondo, è possibile ammirare l’imponenza del Vesuvio che feroce si staglia alle spalle della Reggia.

Si tratta di un evento che merita davvero attenzione, e che è stato fortemente voluto, nonostante le difficoltà che gli organizzatori hanno dovuto affrontare a causa di chi, come alcuni responsabili della location, non si era assunto le proprie responsabilità, ma che comunque ha avuto e continua ad avere un eco molto forte.

La mostra che probabilmente diventerà itinerante darà una voce in più a chi per questa terra è morto, a chi continua a lottare contro le conseguenze dell’illegalità e del mutismo, e a chi per questa terra mette in gioco se stesso, sia attraverso manifestazioni del genere, sia attraverso l’arte stessa.

Federica Daniele

 

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