Maggio dei Monumenti alla Villa di Chiaia

Alla scoperta della Villa comunale e della Stazione Zoologica di Napoli.

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La “Villa di Chiaia” di Croce rivisitata: una passeggiata tra gli alberi lussureggianti della Villa Comunale di Napoli, condita di racconti e storie che vanno indietro nel tempo, alle epoche in cui lo splendido parco e gli edifici che contiene non esistevano ancora, attraverso le lotte e le imprese di chi ha dato loro vita.

L’evento curato dall’Istituto Italiano per gli Studi Storici e dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn nell’ambito del Maggio dei Monumenti 2014 (sottotitolo “Storie e leggende napoletane di Benedetto Croce”), si è tenuto domenica 18 maggio, in un delizioso pomeriggio di sole che ha permesso di godere a fondo la bellezza di cui questa città sa essere prodiga.

L’archivista Massimiliano Maja racconta la nascita della Stazione Zoologica ad opera del suo fondatore Anton Dohrn, di Stettino, che tra mille difficoltà riesce a dare corpo, nel 1872, al sogno di un luogo di ricerca indipendente per studiosi di scienze naturali di tutto il mondo. La scelta cade su Napoli per la ricchezza della sua fauna marina, e per il suo carattere di metropoli a vocazione internazionale – tra l’altro fresca di ingresso nel Regno d’Italia. Questo originario connubio germanico-partenopeo sarà però fonte di conflitti e contese durante la storia della Stazione: da una parte si afferma che “nel più bel punto di Napoli la Germania ha eretto un tempio alla scienza”, dall’altra, allo scoppio della prima guerra mondiale, iniziano i tentativi di estromettere i discendenti di Dohrn dalla proprietà e dalla gestione dell’Istituto, causa la necessità di “italianizzare” il prestigioso ente. Ѐ a questo punto che interviene Benedetto Croce, Ministro dell’Istruzione, che nel 1920 caldeggia il ritorno della gestione alla famiglia Dohrn: circostanza che suona come un invito al “risveglio” dalle ossessioni etniche della guerra.

 

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La seconda parte della visita si svolge tra i viali della Villa. Qui Antimo Palumbo, storico degli alberi e presidente dell’Associazione Adea amici degli alberi, illustra caratteristiche e curiosità sulle pregiatissime piante che costeggiano la passeggiata: si tratta di un vero e proprio patrimonio silente della città, dall’altissimo valore non solo ambientale e paesaggistico ma anche economico. Partendo dal glicine secolare datato 1910 che ombreggia il cortile della Stazione, il dott. Palumbo invita i visitatori ad alzare gli occhi e osservare le peculiarità, le differenze, le bellezze e anche le sofferenze di quelli che spesso ci appaiono meri ornamenti, e invece sono esseri vivi. Con un’avvertenza: di fronte agli alberi bisogna “sapere di non sapere”, perché la conoscenza che se ne ha è sempre parziale, mai esaustiva.

La terza parte della visita ritorna alla storia, con pagine poetiche scritte da Croce e lette dall’attore Renato Carpentieri: Storie e leggende napoletane: la spiaggia e la Villa di Chiaia. Ѐ un salto indietro di circa sei secoli, con il racconto di Chiaia quando era appunto una “chiaia”, una spiaggia, abitata dai pescatori e dagli “scalzi”; con lo “scoglio di messer Leonardo”, dove sorgeva appunto la chiesetta di San Leonardo – patrono dei galeotti e delle partorienti -, con la chiesa di san Rocco e la Torretta. Quindi si avanza di qualche secolo, fino al 1778, quando Ferdinando di Borbone decide di realizzare il “Real Passeggio di Chiaia”, che sarà luogo di idillio esclusivamente per “gente vestita decentemente”; e poi, dopo il 1870, non sarà più Reale ma semplicemente lo splendido passeggio che è oggi.

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La visita mescola sapientemente storia naturale e storia umana, nonché diversi livelli temporali attorno ai due gioielli che sorgono nel “più bel punto di Napoli” – la Villa e la Stazione Zoologica – oggi elementi quasi scontati del paesaggio cittadino, e tuttavia patrimonio da conservare con orgogliosa cautela.

Marina Vagnoni

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