LUCI E COLORI A LUX in FABULA: LA FOTOGRAFIA DI GENNARO FUSCO

Si è svolta il 9 Maggio, presso l’ associazione Lux In Fabula, la seconda delle due serate “Luci e colori”, dedicata alla fotografia di Gennaro Fusco.

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Questo fotografo scopre la sua passione nel 1975, durante un viaggio in treno con i genitori durante il quale, affacciandosi dal finestrino, guardava i continui paesaggi attraverso cui il treno passava: questi ricordi rimasero impressi nel piccolo Fusco, tanto che decise di voler fermare nel tempo le istantanee della vita o i cambiamenti climatici, come durante quel viaggio in treno in cui lui e i suoi genitori passarono dal calore quasi primaverile di Napoli al freddo che ricopriva di ghiaccio le strade di Chiasso.

Le prime sue macchine fotografiche sono state l’Agfa pocket, la Kodak pocket, con colorazione vintage, di forma quadrata, la Polaroid E33, la Zenit russa, e, da poco, la Nikon 3100. Uno dei fotografi che più lo hanno influenzato è stato Hansel Adams, consigliatogli da un amico durante la sua giovinezza, mentre altri fotografi importanti per lui sono stati Mimmo Jodice, Bilingo e Cartier Bresson.

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Fusco pensa che “in un mondo che sta cambiando i rapporti sociali con l’avvento del digitale siamo sempre più esposti al rischio di diventare uomini soli incapaci di comunicare gli uni con gli altri. La Fotografia è raccontare una storia, un’emozione, un amore, la fotografia ti racconta e si racconta. Le cose belle chiedono attenzione. Quando sono dietro alla macchina fotografica è talmente bello quello che sto vivendo nel tempo presente, che perdere tempo per mettere a fuoco quel soggetto e per scattare la foto non mi sembra opportuno, anche se mi domando: <quando pensi di scattarla?> Certe volte non scatto, se mi piace il momento, piace a me, a me soltanto. Non amo avere la distrazione dell’obiettivo, voglio solo restarci, dentro, restare lì, hic et nunc. Ognuno nasce lì dove è destinato a nascere, a vivere e a morire. Bisogna starci con tutto il proprio bagaglio culturale ed adoperarsi affinché non sia verde solo il prato del vicino ma anche il nostro, nonostante gli obbrobri e le persone cattive che distruggono la città e il territorio. Allora ognuno con quello che ha da offrire, con il proprio sapere, con la propria saggezza e con la propria arte deve dare un’opportunità al luogo dove vive e alla propria città, senza risparmiarsi, affinché sia un luogo bello e vivibile per tutti. L’arte della fotografia l’avverto dentro di me, e le foto sono il mio modo di esprimerla, sono la mia identità artistica in cui vivo e sto bene. Essa mi permette di sfogare tutta la voglia che ho di creatività, ed il desiderio di farla venire alla luce è una brama insaziabile. Credo che il mondo dell’arte si sia dilatato e stia cambiando repentinamente dando spazio a tutte le forme d’arte espressive, anche il mondo digitale sta cambiando e stravolgendo le nostre abitudini: ormai, infatti, non riusciamo più a fare a meno degli strumenti che fanno parte del nostro quotidiano come gli smartphone, gli ipad, i computer, i kindle.

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Chissà che cos’altro ci riserva il futuro. Le innovazioni del mondo digitale ci stanno letteralmente cadendo addosso e spetta a noi riuscire a trovare dentro noi stessi nuove forme per poterci esprimere, oltre alla semplice istantanea”.

Roberto Volpe

 

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Ph: Vittorio Gulfo

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