Bradisismo Flegreo: nasce il prezioso archivio virtuale. A LUX in FABULA si lavora con la memoria

Manca poco al trentesimo anniversario dello sgombero di Pozzuoli, aSERAPIS causa della seconda crisi del bradisismo nel 1983. Il 4 ottobre i puteolani furono allontanati dalle loro case, costretti a portar via solo l’indispensabile, abbandonando il cuore della cittadina dove in tanti non sarebbero mai più tornati. Relegati in una periferia ancora in attesa di sviluppo, centinaia di puteolani hanno perso, tra i vicoli del centro  storico, un tessuto sociale, una dimensione identitaria che  ancora stentano ad esser ritrovati.

Quel giorno va scomparendo dalla memoria collettiva, dimenticato dalla volontà di alcuni di andare avanti, dall’opportunismo di altri che sperano nell’oblio delle responsabilità.

Ma chiedendo, interrogando, si scopre che il ricordo resta inciso nell’emotività di chi ha vissuto lo sgombero, evento molto più traumatico del terremoto stesso. Aprendo vecchi cassetti impolverati, tirando giù dagli armadi faldoni ingialliti, spuntano fuori giornali, documenti, appunti, materiale conservato con cura da chi trent’anni fa si preoccupò del futuro.

Alle Rampe Cappuccini, nella piccola sede dell’associazione culturale Lux in Fabula, è nata così una piccola officina, un laboratorio di ricercatori, noi, i volontari del Servizio Civile Nazionale, che incuriositi dalle immagini di una tragedia che non abbiamo vissuto ma sentiamo ci appartiene, abbiamo iniziato a lavorare.

Claudio Correale, il presidente dell’associazione, ha riaperto i cassettoni dove teneva custodita la rassegna stampa della tragedia e le sue diapositive dell’epoca. Una cronaca, quasi quotidiana, minuziosamente conservata. I giornali dell’epoca svelano i nomi ed i volti delle autorità che decisero lo sgombero e di coloro che lo subirono. Li abbiamo aperti, analizzati, letti e riletti, selezionati.

Innanzitutto ci è sembrato necessario consegnare gli articoli più significativi ad un archivio virtuale. Sul materiale digitalizzato studiano e lavorano da mesi Nicola, Rosalba, Elsa, Maria Angela, Federica, Francesca, Imma, ed io. Ne sono nati numerosi audiovisivi che raccontano i cambiamenti della città, come il bradisismo ha modificato i profili di Pozzuoli e dei suoi abitanti. Sullo schermo si rinnova la paura e la sofferenza, le proteste e la rassegnazione dei puteolani.

Nicola ha documentato con la sua inseparabile Nikon i cambiamenti geologici e architettonici della città, immagini dalle quali è facile giudicare il degrado nel quale è ormai abbandonata la nobile Puteoli.

Tra i fogli ingialliti è comparso un volantino preziosissimo, un ciclostilato del Comitato 4 ottobre, costituitosi dopo lo sgombero dell’83, che si batteva per il ritorno dei cittadini originari nel centro storico di Pozzuoli, che denunciava la speculazione edilizia operata durante la costruzione del quartiere Monterusciello. Leggendo quelle parole ne ho sentito la violenza, la rabbia, nata dall’ingiustizia di quella che venne definita una deportazione. Mi è sembrato necessario far rivivere quelle voci. Ho inciso quelle lettere che ora risuonano come colonna sonora alle immagini dello stesso volantino in un video scarno e toccante. Pronuncio parole ormai prive di significato come proletari, e rivivo i momenti in cui si affermava con orgoglio la propria fede operaia.

“Osservando e selezionando minuziosamente le immagini del 1970 e del 1983, ho creato audiovisivi che ripercorrono quei momenti importanti per la cittadina puteolana. Particolarmente toccanti sono gli scatti dei camioncini carichi di ogni oggetto salvabile o delle persone costrette a vivere nelle tendopoli del Rione Toiano o sul lungomare Pertini” così Rosalba ha raccontato il suo lavoro.

Federica, Francesca, Maria Angela ed Imma hanno creato e continuano a lavorare ad un archivio digitale, il cui materiale è disponibile on line per esser fruito da chiunque, in qualunque parte del mondo, a qualsiasi orario del giorno e della notte.

SONY DSCNe è nato un sito con 30 file pdf che raccolgono oltre mille tra articoli e documenti sul bradisismo ’70 e
’83, una pagina facebook (bradisismoflegreo.it) e un canale su youtube con  oltre 20  video pubblicati (bradisismo archivio virtuale): vetrine potentissime per divulgare quello che abbiamo scoperto in questi mesi.

Ma oltre alle immagini, alla carta stampata, alle valutazioni tecniche dell’epoca, noi possiamo attingere ad una fonte inesauribile di notizie e dettagli: la memoria della gente. I ricordi sono il nostro materiale più prezioso, il disordine col quale sono stati custoditi, le sfumature imposte dai sentimenti.

Claudio ci ha srotolato una rete di conoscenze, amicizie, persone estremamente disponibili a narrarci la propria storia. Abbiamo intervistato il Professor Giuseppe Luongo, vulcanologo, direttore dell’Osservatorio vesuviano nel 1983 che ci ha regalato un dettagliato racconto degli avvenimenti dal suo punto di vista d’esperto. Una lunga chiacchierata, ora disponibile sul canale video.

Canale che ospita anche l’intervista confezionata, quella a Eleonora Puntillo, una delle penne che in quegli anni ha scritto del dramma del bradisismo. La Puntillo, giornalista prima dell’Unità e poi di Paese sera, ci offre un parallelo critico tra la prima crisi sismica del 1970 e la seconda del 1983, sottolineando la diversa portata dei due fenomeni e il differente modo in cui furono affrontati, mettendo a nostra disposizione anche tutto il suo prezioso materiale.

Realizzata anche l’ultima intervista alla ex Preside Giovanna Buonanno, che negli anni della prima crisi bradisismica era membro attivo della Fuci, Federazione Universitaria Cattolica Italiana, con sede locale proprio al Rione Terra.

Ed il lavoro non si arresta, Elsa minuziosamente ritaglia i volti della tragedia, scovati in un servizio della Rai, ha migliorato le immagini, ne è nato un commovente collage di espressioni, e speriamo un giorno qualcuno si possa riconoscere in quelle immagini.

Imma, Francesca e Maria Angela ritagliano gli articoli, li scannerizzano, arricchiscono l’archivio virtuale che Federica ha pubblicato.

Il nostro progetto finale è la creazione di un museo interattivo di narrazione con ambienti sensibili e tecnologie multimediali, dedicato a questo singolare fenomeno sismico.

Per presentare alla città tale progetto abbiamo organizzato due eventi,  il primo intitolato Bradisismo, da rischio a risorsa, si svolgerà a Città della Scienza, Bagnoli, domenica 3 marzo alle ore 11, al quale parteciperanno studiosi e vulcanologi. Il secondo appuntamento,si terrà presso il Polo Culturale del Comune di Pozzuoli, Palazzo Toledo, sabato 16 marzo, alle ore 16. Inizieranno una serie d’eventi, in sintonia con l’Associazione Diálogos per la comunicazione sociale di Ciro Biondi, con l’Associazione Città Meridiana di Giovanna Buonanno e Amici di Città della Scienza, concertati con scuole e altre organizzazioni puteolane, che dureranno fino al 4 ottobre 2013. Daremo così il via ad una serie d’appuntamenti che idealmente collegheranno i giorni cruciali delle ultime crisi bradisismiche.

Chiara Lucrezia Marra

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