Un castello per museo

Un Museo di grande e inestimabile valore è quello ospitato in un’antica fortezza Aragonese, collocata su di un alto promontorio, dal quale si domina l’intero golfo di Pozzuoli.

E’ il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, inaugurato nel 1993, che ospita reperti di straordinario valore provenienti dai numerosi scavi del territorio flegreo.

Il complesso architettonico ha origini romane: sorge infatti sui resti dell’imponente Villa di Giulio Cesare. Ma la struttura, così come noi l’ammiriamo oggi, fu fatta costruire da Re Alfonso II d’Aragona intorno al 1490. Restaurato dopo l’eruzione del Monte Nuovo nel 1538, grazie all’intervento del Vicerè spagnolo Don Pedro da Toledo, è stato più volte riqualificato, fino alla costruzione dell’impianto attuale, a forma di stella.

Il castello, oltre ad essere stato una fortezza, servì da carcere e poi da orfanotrofio militare, fino ad essere destinato ad ospitare i resti rinvenuti a Baia, Miseno e Pozzuoli.

Gestito dalla Soprintendenza di Napoli e Caserta dal 1984, l’allestimento prevede tre sezioni. Il settore dedicato a Cuma, dove in sequenza cronologica sono esposti i resti e le opere che mostrano il passaggio dai Greci, ai Sanniti, ai Romani nell’antica città. La sezione di Pozzuoli, dove i reperti scultorei e architettonici, sono organizzati secondo un criterio tematico a testimonianza del vissuto urbano, dalla prima espansione alla colonizzazione romana. Infine, la sezione del Rione Terra, con l’esposizione dei reperti provenienti dai recenti scavi effettuati nella rocca più antica di Pozzuoli, e la ricostruzione del Tempio di Augusto.

Peccato per le due attrazioni principali, che oggi non è possibile ammirare: il Ninfeo di Punta Epitaffio e il Sacello degli Augustali.  Ma che all’inaugurazione, attirarono più di cinque mila persone. Una folla che oggi difficilmente si rivede, perché il Museo, nonostante il suo immenso valore, è una struttura posta al di fuori dei normali circuiti turistici e mal servita dal trasporto pubblico locale.

Anche se posizionato in una cornice mozzafiato, è poco frequentato dai turisti, dalle scolaresche, dagli appassionati. E così, questi pezzi pregiati di storia che ci ritroviamo fra le mani, restano nell’ombra, senza che la popolazione locale e il resto del mondo possano ammirarli.

Come per molte altre rare testimonianze che aspettano ancora di essere svelate. I preziosi ritrovamenti che riguardano i Campi Flegrei sono conservati al Museo Archeologico di Baia, in tutta la loro bellezza, a disposizione di tutti. Per insegnarci a comprendere il passato, per poter meglio affrontare il futuro.

 

Maria Angela D’Oriano

Slideshow

 

 

Annunci