“…nelle persone ci fu un terremoto”

È gremita la sala conferenze della Biblioteca di Pozzuoli il pomeriggio di giovedì 15 novembre. Numerosissime le persone accorse per la presentazione della tesi di laurea della dottoressa in Sociologia all’Università Federico II di Napoli, Maria Laura Longo. Il lavoro, dal titolo “Rione Terra: l’evacuazione del 2 marzo 1970 nelle testimonianze dei cittadini di Pozzuoli”, ricostruisce, grazie alle testimonianze dirette dei puteolani, un pezzo doloroso di storia cittadina.
La notte del 2 marzo del 1970, gli abitanti del Rione Terra vennero fatti evacuare a seguito di alcune scosse sismiche che si temeva prefigurassero un’imminente eruzione. Maria Laura ha sottolineato come lo sgombero dell’antica rocca nel cuore di Pozzuoli abbia frantumato per sempre il tessuto sociale della cittadina e come quel profilo ancora inanimato resti una profonda ferita collettiva. Attraverso le testimonianze dirette di chi visse quella notte, si ascolta in maniera sempre nuova lo sgombero e ciò che ne scaturì.
Si rivive la violenza, il senso di ingiustizia per l’aver subito una decisione dall’alto, senza averne compreso granché le motivazioni. Il Rione Terra era abitato da gente modesta che a stento aveva sentito parlare del bradisismo dai propri genitori e rilegava quel funesto nome ai racconti degli anziani. Nessuno spiegò ai puteolani perché dovessero abbandonare le piccole case dove non avrebbero più fatto ritorno. Dalle voci si ascolta il dramma della diaspora, il trauma di esser trasferiti in case disabitate, lontane un intero viaggio dal centro di Pozzuoli: Licola, Marano, Villaricca. Alcuni finirono nel nuovissimo manicomio Frullone a testare la struttura per primi, senza conoscere il proprio vicino, allontanati per sempre dal proprio vicolo. Si perse così l’identità dei pescatori, delle comari, della capere, di compari e comparielli e si divenne estranei. Stranieri.
Quella notte Pozzuoli non aveva né sindaco né giunta, tutti erano a Roma, per discutere proprio dell’eventuale sgombero del quartiere più antico ed effettivamente fatiscente della cittadina, in previsione dell’intensificarsi dell’attività sismica. Ma evidentemente la decisione era già stata presa. Unico rappresentante dei cittadini in città, l’assessore Causa, disse agli ufficiali investiti dello sgombero: “Voi avete ricevuto un ordine che non ha senso”.
L’incredulità dei politici puteolani è testimoniata dall’articolo della giornalista Eleonora Puntillo, che ad un mese dalla riunione del CNR, durante la quale si annunciò il problema in tutta la sua gravità, pubblica sull’Unità, un articolo dal titolo “Pozzuoli: dopo un mese adesso si riparte da zero”.
“Come si può sgomberare un intero quartiere?” domandava retoricamente il sindaco Gentile, ormai a cose fatte. Una scelta scellerata, avventata, rimedio preso in vista di un’eruzione che non ci fu mai. Non ci fu tantomeno un terremoto e le scosse divennero già nei giorni successivi all’evacuazione, impercettibili. In quei giorni, del caso Pozzuoli, ridevano i sismologi di mezzo mondo.
È un pubblico attento e partecipe, quello di palazzo Toledo, presenti gli eredi di quella lontana notte di marzo. Non è importante ricordare i complimenti dei rappresentanti politici a questa giovane laureata, elencarne la padronanza di linguaggio, la chiarezza nell’esposizione e il dono della sintesi.
Importante è congratularsi con la curiosità coltivata verso il proprio passato, la cura con la quale Maria Laura ha raccontato l’umanità della storia, i volti, le voci. E tra quelle voci è importante ricordarne una, non perché sia più eminente delle altre, ma semplicemente perché è l’ultima tra le testimonianze e potremmo dire ne costituisce il manifesto: “Non sono rimasti segni fisici del bradisismo se non il fatto che il Rione Terra sia chiuso”, vulcanologo Professor Giuseppe Luongo.
Per ulteriori informazioni sullo sgombero del Rione Terra ed in generale sul fenomeno del bradisismo a Pozzuoli, è consultabile il sito bradisismoflegreo.it. Il portale è un vero e proprio archivio multimediale della storia puteolana con foto articoli di giornale e documenti preziosissimi per la preservazione della memoria storica cittadina.

Chiara Lucrezia Marra

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