Benvenuti al Giardino Incantato

Il tempo è inclemente la prima sera de I Fiori del Giardino Incantato, cala un freddo autunnale sul giardino de Il ramo d’oro dove numerosi artisti ed artigiani locali espongono le proprie creazioni. “Siamo contente di partecipare a questa sorta di inaugurazione del Ramo d’Oro, luogo particolarmente indicato per ospitare i nostri lavori”. Sorridono le artiste di Napoli Flegrea ceramiche, Libera e Bianca mostrano i protagonisti delle loro creazioni: fiori campestri e tra tutti il cardo, tipico dei Campi Flegrei, selvaggio e delicato come questa terra.
Tema delle due serate proprio i fiori, e quale location potrebbe essere maggiormente adatta di questo angolo di paradiso dove Mimmo e Teresa hanno riprodotto l’orologio floreale del famoso naturalista svedese Linneo. Una splendida creazione che scandisce il tempo con lo schiudersi dei fiori in corrispondenza alle diverse ore del giorno e della notte. Una scultura floreale di 30 metri quadri che troneggia nel giardino.
Scintillano alla luce dei faretti le Creazioni di Rory, pietre dure, cristalli, fili d’argento che compongono eterei bouquet di fiori nuziali. “ Io lavoro in occasioni importanti, soprattutto matrimoni – spiega Rory, che realizza a mano queste fiabesche composizioni floreali – e questo mi sembra il teatro ideale per eventi speciali”.
Il buio è ormai calato e le luci rivelano luoghi nascosti, come la grotta finemente arredata, che ospita la mostra del fotografo Nicola Buono. Nicola, figlio di un grande nome della fotografia partenopea, ha collezionato dettagli di fiori in giro per l’Europa, svelando particolari affascinanti e reconditi. Le sue opere si intonano alla perfezione con l’ambiente caldo ed intimo della grotta, come se fossero state sempre lì a decorare le pareti di tufo.
“Per l’occasione ho scelto nella mia produzione i fori” è molto indaffarata Marina Orlando quando ci parla delle sue creazioni. L’argilla è la materia prima che forgia Mavalù, un gioco di parole che rende l’energia e la fantasia delle oggetti creati da Marina. Un gioco, come l’artigiana ama definire il proprio lavoro: “Il mio gioco principale, se lo chiamassi lavoro romperei l’atmosfera, ne distruggerei il senso”. Continua a giocare affannata creando una vera e propria architettura di differenti ornamenti, quasi come a comporre un albero d’argilla che si staglia nell’agrumeto.
Il profumo fruttato è esaltato dall’aria umida, i prodotti dell’azienda Profumi di Napoli catturano la curiosità degli esteti. Ingredienti tipici della cucina partenopei utilizzati per la cura del corpo e il piacere dei sensi: siero di latte di bufala per l’eterna giovinezza, vino di Taurasi per un bagno inebriante ed ancora pomodoro sammarzano, nocciola di Giffoni, mela annurca. Cosmetici da far venire l’acquolina in bocca, esposti in cesti di frutta che sembra appena caduta dagli alberi del giardino.
I profumi di Napoli si mischiano a quelli delle pietanze in cottura in cucina, melanzane, fiori di zucca, nell’aria fluttuano le bollicine della Falanghina spumantizzata servita come aperitivo.
Rino prende un bicchiere e guarda sognante i suoi lavori: “La mia è un’arte sperimentale, utilizzo la tecnica Raku, che unisce vetro ceramica e colore, noi del laboratorio Alam siamo gli unici a Napoli a praticarla”. Il suo fiore all’occhiello, la Donna-ginestra. “I fiori simbolizzano la donna, c’è una profonda relazione estetica tra questi due elementi naturali”.
I profumi si fanno più intensi, fanno il loro ingresso trionfale le pietanze preparate dallo chef Luis Mas, un piatto unico con assaggi dall’antipasto al dolce, il tutto in perfetto stile partenopeo. L’enogastronomo stappa le prime bottiglie di vino, gli ospiti brindano… Buon appetito signori.

Chiara Lucrezia Marra

Annunci