I bambini del Saharawi

Sono ormai diversi anni che Napoli, grazie alle attività della Onlus “Bambini senza confini”, si propone come città dell’accoglienza per i piccoli rifugiati del Saharawi.

I 14 bambini dai 6 ai 12 anni sono stati ospiti, prima, di una struttura situata nel bosco di Capodimonte, poi, in una scuola di Bacoli.

Uno scenario dove s’incontrano i colori del cielo e della terra così lontani e diversi dal loro habitat abituale.

E’ stato un piacere per noi giovani volontari poter dedicare tempo ed energie nell’organizzazione di attività da svolgere insieme ai piccoli.

Un esplosione di emozioni nel vivere giornate dove la cultura e le tradizioni si mescolano. I bambini ci hanno regalato sorrisi e affetto e noi abbiamo ricambiato cercando di offrirgli, con la nostra compagnia, qualche momento di vita “occidentale”: mangiare cibo italiano (adorano la pizza), vivere il mare e la spiaggia, fare il bagno in piscina approcciandosi ai loro coetanei napoletani.

Vari laboratori sono stati proposti. Con entusiasmo e tanta voglia di imparare, i 14 bimbi “color cioccolato” hanno appreso i nostri usi e le nostre consuetudini.

Forti dell’attaccamento alla loro terra hanno saputo aprirsi al nuovo e al diverso, come solo il cuore puro dei bambini può saper fare.

Una grande sinergia si è creata anche con il gruppo di accompagnatori: Zaim, Mohamed e Abba. Con i loro racconti ci hanno fatto sognare, viaggiare con la fantasia, per mostrare ai nostri occhi ignari le bellezze sconosciute dell’Africa.

Il Saharawi, oggi terra di nessuno, vive una grave situazione politica, di cui i tre giovani sono la  testimonianza.

Ci hanno spiegato le continue difficoltà che intere famiglie sono costrette ad affrontare per sopravvivere. Migliaia di persone si sono date alla fuga, hanno attraversato il confine algerino e si sono rifugiate nelle tendopoli allestite a Tindouf.

L’esodo rappresenta l’unico modo per sfuggire ai bombardamenti marocchini.

Perché è dal 1975, che il re del Marocco, Hassan II, ha espresso la sua totale opposizione all’indipendenza del Saharawi ed ha annunciato  l’inizio della “Marcia Verde”, l’occupazione pacifica del paese.

In realtà si tratta di una vera è propria invasione con forze di polizia e militari per appropriarsi dei territori sahariani.

Al termine della colonizzazione spagnola, l’O.N.U. e le Nazioni Unite, hanno riconosciuto il diritto all’indipendenza di questi territori, indicendo un referendum, che ha come obiettivo permettere al popolo Saharawi di scegliere liberamente tra l’integrazione al Marocco o l’indipendenza. Ma l’atteggiamento del Marocco è più che ambiguo: accetta il referendum ma rifiuta l’ipotesi dell’indipendenza.
Per questo il popolo Saharawi lotta sul piano politico e militare da oltre 30 anni. Per ottenere un riconoscimento  che gli è dovuto, ma che non ha trovato finora considerazione da parte di molte potenze mondiali.

Ora più che mai il Saharawi ha bisogno dell’appoggio dell’opinione pubblica internazionale.

Ed è con semplici gesti quotidiani, ed un’insieme di attività svolte in questo periodo che associazioni come Bambini senza Confini e Lux in Fabula cercano di dare il loro contributo a questa causa.
Alleviando, anche se solo per due mesi, le sofferenze di questi bambini, ci auguriamo con tutto il cuore che il popolo Saharawi riesca ad ottenere la propria autodeterminazione.
Per far si ché, una volta adulti, questi piccoli uomini possano ri-trovare la loro strada in una terra libera che potranno di nuovo chiamare casa.

Maria Angela D’Oriano

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