L’artista Luigi Guarino

Tra le pagine di LUX In FOLIO ricordiamo l’artista Luigi Guarino, designer, incisore, pittore e performer, che inaugurò una sua mostra personale, “Inside to we”, lo scorso 30 marzo presso l’Associazione Culturale LUX in FABULA, nell’ambito della rassegna “Di-Segno In-Segno”. In quella occasione, l’artista ha avuto modo di confrontarsi con le curiose domande che i presenti posero, dopo che essi furono travolti dall’osservazione delle sue pitture e dall’attenta visione di due audiovisivi che l’artista preparò appositamente per l’evento. Luigi Guarino ha recentemente pubblicato un catalogo scaricabile in formato PDF – ma presto in formato cartaceo – presso il suo sito personale www.luigiguarino.com, dal titolo PEOPLE LOST, dove è possibile visualizzare i disegni di questa serie in PVC. Su tale catalogo ho avuto la fortuna, grazie alla fiducia che Guarino ha mostrato nei miei confronti da Neo-Storico dell’Arte, di pubblicare il mio testo critico dal titolo “L’arte di emozionare” che riporto in coda a questo breve articolo di presentazione.

“L’osservazione di una serie di disegni in penna nera su pvc, facenti parte di un insieme di opere dal titolo “People Lost” dell’artista Luigi Guarino del 2012, hanno generato in me, senza dubbio, un intenso stupore e una travolgente emozione.

La società post-moderna risulta essere la fonte di ispirazione primaria che l’artista affronta in questa serie di disegni, portandomi in una atmosfera inquietante fatta di ingiustizie, guerre, sangue, corpi nudi e speranze appese a un filo…

I tratti neri, marcati e incisivi, compongo figure spigolose che mi portano alla mente la pennellata dei ritratti picassiani del periodo cubista; tali tratti risaltano facilmente all’occhio creando un certo effetto di tensione cosmica costante e forse eccessivamente marcata, ma leggermente smorzata dai contorni evidenziati di giallo o dagli schizzi di colore rosso che richiamano il colore del sangue, annotando un po’ di vivacità alle figure bianco/nere disegnate. Ma il ricordo di Picasso in questi disegni non è il solo che mi balza agli occhi: i piccoli “omini” che raffigura Luigi Guarino e che simboleggiano la coscienza di ognuno di noi (una rappresentazione simbolica particolarmente felice), mi ricordano gli inespressivi corpi esili delle sculture di Alberto Giacometti nella sua fase degli anni ’40, dove la condizione dell’individuo contemporaneo, avendo bisogno di compiere una vera e propria costruzione del proprio sé, cerca di ridefinire completamente la propria fisionomia, totalmente disintegrata, attraverso la ricostruzione di un nuovo “ideale dell’Io”. Basti anche solo guardare i volti delle figure rappresentate, particolarmente espressivi, che rivelano una forte malinconia dell’anima di ognuno, ma intrisa di una velata speranza. Questa vena esistenzialista, che si concentra in una riflessione sull’individuo e sulla emarginazione dell’uomo di fronte al mondo contemporaneo, è una riflessione integrante dell’opera di Luigi Guarino e che, non a caso, si avvicina ancora di più allo scultore svizzero Giacometti, amico del filosofo esistenzialista Jean-Paul Sartre.

Oltre a questo forte eco esistenzialista, il simbolismo gioca un ruolo fondamentale nell’opera dell’artista: il mio sguardo viene invaso da bandiere, dadi, cravatte per gli uomini, calze e scarpe col tacco per le donne, oggetti che sembrano aver condizionato in un certo qual modo la vita dell’essere umano, quasi legando e ostruendo la sua naturale ascesa… Dalla mera casualità al potere umano, dall’amore vano all’odio… Un mix di emozioni forti che colpiscono così tanto il mio intelletto da darmi l’impressione di riuscire a leggere una vera e propria narrazione grafica della storia dell’uomo e della sua natura più nascosta.

La grafia di Luigi è tanto precisa da evidenziare qualsiasi tipo di particolare dettaglio, curando allo stesso tempo un’eleganza senza limiti, aggraziando anche ciò che realmente tanto aggraziato non è. Ogni elemento raffigurato è stato disposto sapientemente all’interno dello spazio e il tutto avviene con una naturalezza estrema, tanto che Luigi Guarino mi ha svelato che la nascita delle sue opere avviene in una maniera tanto istintiva da portarlo a lavorare a più di esse contemporaneamente.”

Rosalba Volpe

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