“C’ERA UNA VOLTA IL ’68”

Elaborazione teatrale di fine d’anno degli allievi del II e III anno di corso del Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo,diretto da Carlo Cerciello.I giovani attori si cimentano con il musical:cantano,ballano e recitano e danno voce alla rivolta che scoppiò nel 1968 indiversi paesi d’Europa e in USA,una rivolta etica contro l ‘individialismo. Principali avvenimenti che influenzano il movimento: Guerra nel Vietnam (1960-1975). Le prime manifestazioni studentesche negli USA si ebbero nel ’64; gli studenti criticavano metodi di insegnamento,curriculum degli studi e chiedevano libertà di parola per quanto riguardava i problemi di fondo della società.
La prima parte della messa in scena è ambientata nella scuola, una scenografia scarna (composta unicamente da 12 sedie ed una cattedra), viene messo in luce la rivolta degli studenti contro i professori e metodi obsoleti proposti da questi ultimi…
Ogni ragazzo della classe porta in scena un carattere,ossia uno steriotipo: vi è la femminista,la più bella della scuola desiderata da tutti che non ha mai avuto problemi in famiglia,il ragazzo che si espone politicamente condannando duramente il sistema vigente, il ragazzo timido e introverso che cerca di piacere alle donne con citazioni dotte di Sartre o Prévert, il ribelle e ancora la figlia di un operaio che lamenta con le amiche la sua poca libertà e la consapevolezza che è il padrone che da’ da mangiare… ecc

Vinile e Pellicola ci catapultano nel mondo della musica e del cinema di quegli anni … difatti nella musica e al cinema i tempi stavano cambiando,la coscienza civile di alcuni artisti si traduceva in brani musicali, per condividere con il pubblico in particolar modo i giovani la rabbia nei confronti del potere.
Il cinema diventa veicolo di diffusione delle idee “Fragole e Sangue “”Easy Rider”,”2001 odissea nello spazio”.
La tematica più sviluppata è il Femminismo.
La rivoluzione sessuale vide affermarsi una donna sempre più consapevole, che lottava contro tutto ciò che impediva l’inserimento nella società, nelle attività produttive, nel partito, rifiutava l’ idea che da secoli la vedeva come oggetto sfrenato di sessualità … Isabella, Miss Profumo, Morgana, Bonnie, Bellegambe sono solo alcune delle ragazze che portano avanti nello spettacolo la bandiera del femminismo.
La rappresentazione si conclude con la consapevolezza che:”Comunque il’68 non è finito, non finirà mai.Continua in chi combatte l’ingiustizia sociale, il razzismo, l’emarginazione, l’indifferenza e il cinismo dei prepotenti e degli imbecilli“ “ll ’68 non è finito, non finirà mai”…
L’immagine conclusiva dello spettacolo è l’addio nostalgico al secolo 900 con le parole di Michele Serra rese in musica dal compositore –attore Paolo Coletta …Un addio nostalgico ai valori che segnarono la lotta di quegli anni. Serra utilizza i giusti toni per farsi beffa dei grandi eventi e per raccontare le misere sorti del mondo con l’evidenza della cronaca… perché il tacere è più vergognoso di una parolaccia…
J.K.

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