Studio per una messa in scena

Il teatro Elicantropo ormai da anni cuore pulsante della cultura napoletana propone”Studio per una messa in scena”elaborazione di giovani attori e registi,tutti di estrazione elicantropina,capitanati dal direttore artistico del teatro Carlo Cerciello.I testi rappresentanti in ordine di esibizione sono:”Il re MUORE” di EUGENE IONESCO con la regia di Marco Sgamato,” VARIAZIONI ENIGMATICHE”Di EMMANUEL SCHMITT regia Margherita Grieco,” RUMORS” di NEIL SIMON regia Simona Falco,”FERDINANDO” DI ANNIBALE RUCCELLO,”ANTIGONE “DI JEAN ANOUILH CON LA REGIA DI SERENA MARTELLA,”LE SERVE” DI JEAN GENET CON LA REGIA DI GIUSY CRESCENZO,”BORDELLO DI MARE CON CITTÀ”DI ENZO Moscato regia Aniello Mallardo.“Il re muore”è la metafora della condizione umana che non accetta l’idea di non dover essere più.Un lavoro fatto sui quadri di Hyeronimus Bosch in ambito laboratoriale per costruire figurini come marionette,mostri dalla fisicità deforme e voci grottesche.Con le Variazioni enigmatiche, che si ispira all’opera musicale di Elgar,si apre invece un discorso di teatro psicologico contemporaneo dove la donna protagonista della pièce è l’enigma,non esiste più eppure è il motore che muove la storia epistolare tra i due e che si conclude con l’idea che l’illusione e la parvenza sono magra consolazione al genere umano.Con Rumors invece si sperimenta il genere della commedia americana e del vaudeville di stampo leggero con tutti i suoi equivoci e i colpi di scena comici della borghesia americana.Antigone invece è la trasposizione in chiave contemporanea di un’umanità traviata che è rappresentata da Antigone stessa,a dimostrazione che il mito è universale.”Le serve” è invece la rappresentazione dell’impossibilità della femminilità da parte di queste due serve che Genet stesso voleva fossero uomini,in quanto l’uomo stesso,anche il travestito,non può mai essere ciò che non è,e così si fingono la Signora, idea di bellezza e perfezione,simulando ogni sera questo omicidio.Con Bordello di mare con città si innesta invece la sperimentazione teatrale in ambito locale,con un dramma sacro e profano degno di tanta letteratura teatrale dagli anni 60 in poi,dove le viscere,il grido sofferto di un umanità abbandonata(in questo caso quello delle prostitute)cerca di trovare redenzione della sacralità o nella superstizione per cancellare le macchie di un passato che non si vuole accettare.”Ferdinando”è un lavoro sorretto da una profonda analisi antropologica e storica del popolo napoletano. Vale la pena citare gli attori,che con grande generosità e talento hanno dato vita e voce a queste opere assolute:Antonio Agerola,Cecilia Lupoli,Cinzia Cordella,Fabio Terribile,Paola Saulino,Giulia Musciacco,Marco Sgamato,Gianni Caputo,Antonio D’Alessandro,Roberta Di Palma ,Alessandra D’Uonnolo

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