Cesare Augusto nei Campi Flegrei

Palazzo Toledo, 25 maggio 2012 Presentazione dell’ultimo libro di Mario Sirpettino Cesare Augusto nei Campi Flegrei. Lo studioso, approdato alla venticinquesima opera, festeggia nella neo inaugurata biblioteca comunale, le nozze d’oro della sua produzione editoriale. Sirpettino, insieme a professore Giamminelli, sono definiti gli esponenti dell’Umanesimo Puteolano, come non ricordare in questa occasione, lo scomparso e tanto rimpianto don Ambrosio. La sala è gremita, presente anche il nuovo sindaco Figliolia, al suo fianco il comandante dei vigili urbani Carlo Pubblico. La città intera mostra il suo sostegno all’attività dello scrittore, che si è posto come obiettivo di un’intera carriera di studi e ricerche quello di restituire ai puteolani la consapevolezza della propria storia. Cesare Augusto nei Campi Flegrei, un viaggio attraverso la propria terra, immersa in un’epoca idilliaca, splendente, tanto remota da sembrare ormai leggenda. L’età imperiale attraversa il mito dei Campi Flegrei e vi imprime profondi cambiamenti. L’età augustea inciderà notevolmente sul futuro dei puteolani. Un uomo, Augusto, destinato a divenire una divinità, il cui governo dura per due secoli, numerose opere dedicate ai lui sopravvivono in questi luoghi. “Siamo dei privilegiati” afferma l’autore citando gli innumerevoli capolavori realizzati qui in onore di Augusto e che oggi costituiscono quell’inestimabile patrimonio di cui si vanta la nostra città. Non mancano i momenti di critica, non certo all’opera di Sirpettino, ma all’incuria ed al degrado a cui proprio quell’immenso patrimonio è abbandonato. “È inutile decantare i fasti del passato, se non si pone cura, attenzione e competenza per salvaguardare ciò che abbiamo ereditato” sottolinea la giornalista Eleonora Puntillo. E certo risulta sterile continuare e studiare se nel quotidiano la maggior parte di siti archeologici puteolani non sono visitabili per carenza di personale, maltenuti per mancanza di fondi, non valorizzati per mancanza di volontà. Al termine della presentazione Sirpettino racconta come questo libro sia il simbolo della sua rinascita, scritto subito dopo due serie operazioni chirurgiche subite nel giro di due mesi. Ringrazia calorosamente i presenti. Siamo dei privilegiati.

 

Chiara Lucrezia Marra

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