America’s cup o Giggin vitton cap?

Da poco più di una settimana la città di Napoli è in continuo tumulto, si sta preparando al grande evento previsto per il 7 aprile: “l’America’s cup world series”, la città è finalmente pronta a rilanciare la propria immagine a livello internazionale, tentando di condurre verso il dimenticatoio le difficili vicende che hanno caratterizzato gli ultimi anni di questa città. 

Verranno portati a compimento in tempi record una serie di lavori essenziali per il fluido svolgimento della gara, come l’allungamento del molo frangiflutti, essenziale per le imbarcazioni che avranno così la certezza di virare in sicurezza.

Questo genere di evento ha suscitato sia considerazioni favorevoli ma anche accese polemiche, la coppa America è stata vista da molti disoccupati come l’ennesimo spreco di risorse a danno delle politiche per l’occupazione e l’ennesimo evento in cui Napoli, mette a punto una serie di cambiamenti dispendiosi e non essenziali per i propri cittadini. Nel giorno dell’apertura del primo cantiere, alla rotonda Diaz di via Caracciolo un gruppo di disoccupati ha manifestato apertamente il proprio dissenso, senza però sortire gli effetti desiderati.

Altre occasioni non sono sicuramente mancate per far sentire la propria voce, un grande evento di portata internazionale come la coppa America si è rivelata una perfetta vetrina per mettere in luce i limiti e i problemi della propria città in chiave critica ed ironica: quest’anno in parallelo con l’evento di via Caracciolo è stata inventata la “GIGIN VITTON CAP” (la coppa America dei poveri),un evento organizzato con lo scopo di sensibilizzare sulla questione riguardante l’ex Italsider, un’area di Bagnoli che  aspetta oramai da anni di essere bonificata.

L’evento partenopeo ha avuto luogo a piazza a Mare sul litorale di Bagnoli e si è servito di semplici canotti per svolgere una gara che oltre a far sorridere, ha fatto riflettere sugli enormi paradossi di una città come Napoli, pronta a spendere miliardi per eventi passeggeri, ma totalmente inerme di fronte alla costante richiesta dei cittadini di finanziamenti, per migliorare le condizioni delle scuole e delle strutture alberghiere che da più di 20 anni attendono il turismo.

La città di Napoli chiede a gran voce di rinascere, ma c’è chi fa finta di non sentire.

 

Federica Prota

 

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