I video di Lux in Fabula: “il fascino di immagini e di situazioni fissate per sempre, immobili come burattini senza fili” (F.Fellini)

Sono stati da qualche mese ridigitalizzati e pubblicati sul canale youtube http://www.youtube.com/user/LuxinFabula1?feature=watch alcuni video del periodo ’88-2011 di Claudio Correale, videomaker ed esperto di comunicazione visiva da trent’anni attivo sul territorio flegreo e non solo. I video sono (per ora) otto, e trattano dell’arte dei campi flegrei e di tematiche legate al mondo della favola (come del resto esplica il nome dell’associazione guidata da Correale).

Vogliamo in questa sede darvene un breve sunto, sperando di spingere qualcuno dei lettori alla loro visione integrale sul canale youtube.

“Serapis” è un video sull’antico Macellum puteolano, complesso archeologico adibito a mercato in epoca romana e in seguito “confuso” con un tempio egizio per via del ritrovamento all’interno di una statuetta del dio Serapide, facente parte appunto di quella cultura. Il mercato, conosciuto appunto come Tempio di Serapide, è presentato mediante immagini ricche di particolari e con metodo analogico, con i disegni dell’architetto francese del 1700 Nicolas Caristie. Il video è del 1996 e la colonna sonora, molto coinvolgente, è del musicista “new age” americano David Arkenston (Quest of the dream varrior, dall’album  “kylas journey”). La consulenza scientifica, invece, è di Gennaro Di Fraia .

“Alfabeti” è un video realizzato a  Pozzuoli nel 2011: i testi, alcune brevi poesie perlopiù di quattro o cinque versi, sono del poeta bacolese Michele Sovente, recentemente scomparso, mentre le immagini sono prese dalla natura e dall’arte flegrea (compare anche una sensuale ballerina in abiti “dark”), più alcune acquetinte realizzate da Pasquale Coppola e Gaetano Di Riso per “IL LABORATORIO/le Edizioni”.
La colonna sonora, comprensiva di due canzoni folk\ new age ( Argiento Vivo & Parthenias) è realizzata da Carlo Faiello.
Tutto il video infine è ovviamente a cura di LUX in FABULA, Claudio Correale.

“AERIS” è un video realizzato a Monterusciello (Pozzuoli) nel 1989. E’ stato presentato in vari centri culturali  italiani ed europei e mostra la periferia di Pozzuoli,, appunto il quartiere di Monterusciello, sul finire degli anni Ottanta e il lungomare della stessa città, con vari scorci del “Rione Terra”, l’antico centro storico cittadino (oggi purtroppo chiuso). Le inquadrature (per la prima parte) sono a volte molto audaci e spingono l’osservatore a “perdersi” tra le geometriche architetture rappresentate, complice anche la surreale colonna sonora di Jean Michel Jarre (Oxigene IV).La seconda parte invece è più triste e lenta, e mostra l’abbandono e l’incuria in cui versava (e versa) il Rione Terra di Pozzuoli, affogato tra cemento, piante selvagge e polvere. La colonna sonora per questa seconda parte è sempre di Jean Michel Jarre (Oxigene V). Il diaporama consta di 100 diapositive, a cura di Claudio Correale (che ha curato anche la regia del video).

Il diaporama  “TERRA”, rappresenta ancora il Rione Terra, a Pozzuoli nel 1988. La colonna sonora è  il Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart e il “Dies Irae” di Giuseppe Verdi.  La consulenza musicale è di Rino Carannante, le diapositive e la regia di Claudio Correale.
Dalle immagini dell’audiovisivo emerge non solo l’abbandono e il saccheggio a cui fu sottoposto questo luogo, ma anche il tentativo di cercare nelle cose abbandonate o danneggiate oltre al contorno o la forma, anche l’anima, lo spirito…
TERRA è un componimento che si sviluppa attraverso vari periodi foto/grammaticali in cui si cerca, con l’aiuto delle dissolvenze, di entrare nei vari materiali che si incontrano lungo il percorso: vetri frantumati; pneumatici e materassi ai piedi dell’altare del Duomo posizionati per per attutire la caduta dei marmi da rubare; il parato nella stanza dei vescovi; una statua abbandonata in fondo alle scale del seminario.
La prima parte di quest’opera può essere intesa come una prudente osservazione durante una visita nel regno dei morti: un presagio di ciò che potrebbe accadere sul pianeta TERRA sottoposto a saccheggio e a sfruttamento indiscriminato.
L’improvvisa apparizione del vitalissimo cortile del vescovado fiorito di ficus dalle belle foglie ovali e lucenti, la ricomparsa del mare dal ventre di S. Anna che protegge sua figlia (la Madonna bambina) nel finale e l’immagine dell’aurora nell’ultimo fotogramma, rappresentano simboli che lasciano intendere un futuro positivo per la sorte di TERRA. (fonte: luxinfabula1, canale Youtube)

“Non lo avevo considerato”, Pozzuoli 2011, 9 minuti, è invece un video nato dal Laboratorio Multimediale di Claudio Correale, progetto “Una stanza tutta per noi”: rappresenta una favoletta moderna i cui i protagonisti, nel finale, scoprono alcuni lati della loro personalità sessuale “nascosti”. I partecipanti hanno realizzato immagini con la tecnica della diapositiva creativa utilizzando telaietti, pennarelli indelebili, pittura sintetica trasparente, fotocamera digitale. Queste slide sono state proiettate, decodificate e quindi digitalizzate. Dalle immagini e dalle foto realizzate è nata poi la struttura narrativa.

BAIA: candori di marmo, riflessi di bronzo, è un video del 1994 che mostra i reperti archeologici della città sommersa di Baia, esposti nel Museo dei Campi Flegrei, presentati da un punto di vista poetico e narrativo/visuale..Le inquadrature, nella prima parte, indugiano spesso su particolari “scabrosi” come i volti delle statue rovinati o i piedi e le mani in pose solenni, danno un senso di angoscia e di timore reverenziale verso questi grandi reperti di una civiltà antichissima e molto evoluta dal punto di vista culturale, quella greco-romana per l’appunto. Il video prosegue poi con una vera e propria “cavalcata” , mostrando alcune statue di cavalli imbizzarriti e cavalieri slanciati all’attacco, il tutto accompagnato da una musica travolgente e sempre più veloce, che si trasforma poi in un finale più sereno, con le calme immagini delle nuvole del golfo di Baia e dell’imperatore in pose ieratiche.
La colonna sonora è dei Popol Vuh, Agape (dall’album Agape) e di David Arkenston, Another star in the sky (dall’album Ride into Midnight).
La consulenza scientifica è di Gennaro Di Fraia, il montaggio digitale è di  Laura D’oriano (2011), le diapositive e la regia sono di Claudio Correale.

“Il limoncello porporato” è un video realizzato dagli allievi del primo corso di grammatica cinematografica tenutosi presso l’associazione culturale LUX in FABULA con docente Ugo Lo Pinto (Maggio 2010). Il video, con protagonista Claudio Correale, rappresenta una divertente storia su un furto di un mezzobusto di un religioso da un fantomatico museo “Porpora”. Il video si conclude con il C. che brinda col mezzobusto rubato con un po’ di limoncello (da cui il titolo del video, scherzoso, “limoncello porporato”).

Si conclude con “TAURUS, il mito di Dirce nel Toro Farnese”, video del 1996,
il nostro percorso nelle opere visive di C.
La colonna sonora è di  Moussorgski, Pictures from an exhibition Promenade 2 e Gnomus e di Sibelius, Finlandia, poema sinfonico op. 26 N° 7 Tondichtune, la consulenza scientifica è di Gennaro Di Fraia, il montaggio digitale di  Laura Doriano, 2011.
Il tutto è a cura di Lux in Fabula, Claudio Correale, in collaborazione con la Sezione Didattica della Soprintendenza Archeologica di Napoli
Museo Archeologico Nazionale, Napoli

Il gruppo scultoreo noto come Toro Farnese coglie il momento più drammatico di una complessa storia d’amore, di sdegno paterno e di vendetta filiale che, dietro violente passioni familiari, nasconde regali storie di usurpazione.
E’ la storia di Antiope e dei suoi figli gemelli Anfione e Zeto, avuti da Zeus, da lei amato sotto le sembianze di un satiro. Per questo amore ella fu perseguitata dal padre Nitteo, reggente lo Stato di Tebe, il quale morendo, incaricò della vendetta suo fratello Lico, asceso al trono tebano.
Anfione e Zeto, esposti sul monte Citerone, furono raccolti da un pietoso pastore. Antiope, fatta prigioniera da Lico, fu schiava di sua moglie Dirce, che, gelosa della bellezza di lei, la maltrattava atrocemente.
Ma, riuscita a liberarsi, Antiope, invocò vendetta dai figli, miracolosamente ritrovati.
Anfione e Zeto conquistarono Tebe ed uccisero Lico. Dirce fu invece legata alle corna di un toro che la trascinò sulle rocce e la straziò fino alla morte.
A tale crudele supplizio si ispirarono gli autori del gruppo scultoreo ellenistico, Apollonios e Tauriskos, attivi tra il II ed il I secolo A. C.
Dettagli dei personaggi, riprese dall’alto e inquadrature inedite impreziosiscono la visione. (fonte: Luxinfabula1, canale youtube).
Altri diaporami degli anni ’80 verranno presto digitalizzati e resi
disponibili ai nostri occhi sulla piattaforma di youtube.

Roberto Volpe

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